Lacoste al Club Ambrosiano di Milano

Lacoste al Club Ambrosiano di  Milano

Milano, 21 giugno 2015
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Oggi Franco Vergnano, giornalista esperto di economia e di agroalimentare, ci racconta la storia di un coccodrillo, un mito intramontabile: un connubio tra uomo, sport e business.

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
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Il “coccodrillo” scende in campo al Club Ambrosiano di  Milano

TENNIS, DESIGN LACOSTE A 360 GRADI
MILANO – Sulla terra rossa del tennis l’eleganza non la fanno (soltanto) i colpi. Anche se un servizio vincente o una Veronica senza replica hanno sempre il loro perché…
Nel tennis “deregolamentato” di oggi – parliamo di abbigliamento, quello che una volta si chiamava “divisa” – il coccodrillo Lacoste continua ad essere sinonimo di eleganza sul campo da tennis. Ma il marchio, al passo con la brand extension, arriva fino alle racchette della storica pallacorda. Un saggio si avrà martedì 23 giugno 2015 a Milano dove, presso il Tennis Club Ambrosiano, si svolgerà un torneo a coppie a eliminazione che vedrà i vincitori aggiudicarsi la mitica racchetta LT12 prodotta in edizione limitata e numerata (650 pezzi), realizzata interamente da un artigiano francese di stanza ad Albertville. Ospiti e giocatori tra i volti noti del mondo dello spettacolo Claudia Gerini, Giorgio Pasotti e molti altri amici di Lacoste.

Renè Lacoste

Renè Lacoste

La storia della universalmente nota Lacoste, la polo che in un ampio ventaglio di colori attribuisce oggi un tocco di classe ad ogni evento casual, parte da lontano. Dai primi decenni del secolo scorso, e dalla bravura sui campi di René Lacoste che sconfisse per la prima volta gli americani alla Coppa Davis nel 1927 con la squadra dei “Moschettieri”, e trionfò tre volte al Campionato Internazionale di Francia (1925, 1927 e al Roland Garros nel 1929), due volte in Gran Bretagna a Wimbledon (nel 1925 e 1928) e due volte nel (1926 e 1927) al torneo Open USA di Forest Hill. Con questo palmares  René Lacoste era destinato a diventare una leggenda del tennis. E’ nei primi anni delle sue sfolgoranti affermazioni, esattamente nel 1927, che inizia la storia del Coccodrillo. René Lacoste amava raccontare come il suo soprannome fosse diventato un emblema di fama mondiale: “Fui soprannominato “Il “Coccodrillo” dalla stampa americana a seguito di una scommessa che avevo fatto con il Capitano della squadra francese della Coppa Davis. Mi aveva promesso una valigia in coccodrillo se avessi vinto una partita importante per la squadra. Il pubblico americano si è ricordato di questo nickname che ben si addiceva alla mia tenacia sui campi da tennis, visto che non mollavo mai la preda ! Il mio amico Robert George mi disegnò un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossavo in campo.”

Nel 1933, René Lacoste e André Gillier, che deteneva la più grande azienda francese di maglieria dell’epoca, fondarono una società di commercializzazione della camicia arricchita del logo che il campione aveva creato ad uso personale per i campi da tennis, e alcuni altri modelli di camicie studiate appositamente per il tennis,  il golf  (Lacoste sposò una importante golfista, Simone  Thion de la Chaume) e altri sport, come testimonia il primo catalogo pubblicato nel 1933. Nasce allora l’intramontabile polo 12 12: un codice che rimarrà impresso nella storia di LACOSTE e della moda.

Polo Lacoste

Polo Lacoste

Lacoste non lascia una impronta di sé solo nel tennis ma anche nella moda e, quasi senza volerlo, nel marketing. A quanto risulta era la prima volta un marchio era visibile all’esterno di un indumento, un’idea che riscosse enorme successo e avrebbe raccolto ampio seguito nei decenni a venire.

 

La chemise Lacoste rappresentò da subito una vera e propria rivoluzione presso i giocatori di tennis dell’epoca che, a quei tempi, indossavano camicie classiche in ordito e trama, a maniche lunghe. La prima chemise Lacoste era bianca, leggermente più corta delle sue contemporanee, a maniche corte e colletto a coste, realizzata con un tessuto leggero e aerato in maglia, il jersey piqué fine. Ancora oggi unico e insuperabile.

(Dal nostro inviato speciale)
Franco Vergnano
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