Dallo sfruttamento delle cave di pietra e dalle
proprietà medicamentose delle acque trae origine la storia dello stabilimento termale e del successivo stabilimento d’imbottigliamento dell’acqua minerale Lurisia.
Le fonti di Lurisia si trovano a pochi chilometri da Mondovì nella omonima frazione del comune di Roccaforte. Ai piedi delle Alpi Marittime, la valle, incorniciata da vette innevate, si
snoda tra castagni, abeti, faggi e larici. Le Alpi piemontesi (Marittime e Cozie in particolare), per la particolare natura del terreno, sono un vero e proprio paradiso delle acque
minerali.
Qui, nei secoli passati, una delle principali attività era l’estrazione delle lastre d’ardesia, Furono proprio gli scalpellini della “losera” di Nivolano a scoprire le fonti dell’acqua
ed empiricamente le sue qualità curative. Gli scalpellini, nella galleria d’estrazione di Lurisia, erano soliti lavarsi le ferite procurate dal duro lavoro con l’acqua delle fonti che
velocizzava il processo di cicatrizzazione.

Le origini di Lurisia
Agli inizi del Novecento Davide Garbarino diede inizio agli studi sulle proprietà curative delle fonti all’interno delle cave di pietra. Tali indagini provarono scientificamente i poteri
curativi dell’acqua, grazie alle caratteristiche di microemanazione delle due fonti, e resero possibile nel 1920 la costruzione in loco della stazione termale, gestita dalle famiglie Garbarino
e Sciaccaluga fino al 1978. Alle terme di Lurisia si rivolsero personaggi illustri dell’industria e della politica italiana (come dimenticare l’assidua presenza del presidente della Repubblica
Gronchi) e scienziati, come Marie Curie, che soggiornò a Lurisia per approfondire le proprietà microemanatrici delle fonti. Anche il designer e architetto Giò Ponti, per
diversi anni, frequentò le terme di Lurisia come luogo di riposo e rigenerazione.
Nel 1950, per opera delle figlie, Garbarino e Sciaccaluga iniziarono con successo l’attività di imbottigliamento dell’acqua proveniente dalla fonte Santa Barbara che, oggi come allora,
vanta un’estrema leggerezza, una bassa percentuale di sodio e, quindi, una maggiore compatibilità con l’organismo.
Oggi Lurisia è rinata grazie al lavoro e alle innovazioni apportate dalla famiglia Invernizzi. Vittorio e il figlio Alessandro, grazie all’esperienza decennale nel settore delle bevande,
hanno valorizzato le qualità intrinseche della loro acqua grazie a innovazioni tecnologiche riguardanti le linee d’imbottigliamento.
L’azienda, da sempre attenta al rispetto delle risorse naturali, si è posta come obiettivo la promozione del vetro come materiale di imbottigliamento.
Questo, impermeabile a eventuali infiltrazioni liquide o gassose, mantiene inalterate la purezza e la naturalezza della composizione chimico-fisica dell’acqua e, allo stesso tempo, permette il
riutilizzo delle bottiglie diminuendo l’impatto sull’ambiente.

Le terme di Lurisia oggi
Le terme possono ospitare fino a 450 persone al giorno. Durante la visita, l’ospite è assistito da uno staff medico specializzato.
La famiglia Invernizzi, convinta delle potenzialità curative delle proprie fonti, ha inoltre apportato consistenti ammodernamenti al centro termale fornendo, oltre all’idropinoterapia,
nuovi servizi come la fangoterapia, la balneoterapia, le cure inalatorie e la sala polisensoriale dotata di bagno turco.
Le terme di primo livello, categoria super, sono accreditate presso il ministero della Salute e possono accogliere fino a 450 persone il giorno. Le parole d’ordine a Lurisia sono discrezione,
controllo qualitativo e, soprattutto, professionalità. Uno staff medico specialistico e personale altamente qualificato accompagnano l’ospite passo per passo, ascoltando le sue richieste
e consigliandolo in modo che ogni trattamento diventi un momento esclusivo e personale.

Le qualità di Lurisia
L’equilibrio, la purezza, la leggerezza il basso contenuto di sodio e di sali minerali fanno di Lurisia un’acqua perfetta ideale per tutti, anche per i neonati e per chi soffre di ipertensione
o ritenzione idrica.
Lurisia è più pura: meno l’acqua è dura e minori sono i depositi che lascia, maggiore è l’azione diuretica. La durezza totale è la quantità di elementi
alcalino-terrosi presenti nell’acqua minerale che ne determina le caratteristiche di “ossidante” o “aggredente”. Le acque minerali sono classificate secondo il metodo Klut e si dividono per
vari gradi di durezza, da “molto molli” = < 7,2°F a “durissime” = > 30°F. Lurisia = < 1°F
Lurisia è più leggera, minimamente mineralizzata: residuo fisso a 180°C: 35,4 mg/l. Questo dato rende unica l’acqua Santa Barbara di Lurisia che, essendo minimamente
mineralizzata (cioè con una bassissima presenza di minerali soluti), facilita l’attività renale. È quindi indicata per la cura dell’ipertensione nonché per
l’alimentazione dei neonati.
Lurisia è più equilibrata: nessuna acqua minimamente mineralizzata può vantare un tasso di acidità assolutamente perfetto come quello di Lurisia: se per avere
un’acqua equilibrata il pH deve collocarsi tra 6,5 e 7,5, il pH di Lurisia (6,9) la rende semplicemente perfetta.
Lurisia è più sana: il contenuto di sodio bassissimo (2,7mg/l) ma percettibile la rende ideale per chi soffre d’ipertensione e ritenzione idrica e, nello stesso tempo, le
conferisce un gusto inconfondibile.

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