Offerta più qualificata grazie alle nuove tecnologie e alla formazione professionale per gli agriturismi della provincia di Firenze. Per le 535 strutture agrituristiche fiorentine (terza
provincia toscana per numero dopo Siena e Grosseto), sarà sempre più importante elevare l’offerta qualitativa, che passa dalla conoscenza della lingua inglese all’uso
di internet, per essere competitive sul mercato. Lo ha reso noto la Cia di Firenze che ha condotto, nell’ambito di due progetti formativi europei, Op.Agrit. e Forestur, un’indagine
effettuato su un campione rappresentativo di 25 aziende agrituristiche del territorio, i cui risultati sono stati presentati durante la consegna di 19 attestati per l’attribuzione della
qualifica di “operatore agrituristico”, necessaria per le “tre spighe”, la categoria massima degli agriturismi.

“La formazione e l’aggiornamento -sottolinea il presidente della Cia di Firenze, Sandro Piccini- sono due elementi indispensabili per elevare la qualità, e soprattutto per
non correre il rischio di trasformare gli agriturismi in alberghi o affittacamere, potendo contare su grandi risorse e professionalità. Dal territorio alle nostre produzioni tipiche,
passando per la tradizione e la cultura delle aree rurali: sono tutti elementi che devono caratterizzare il concetto di qualità, che se però tenuti distanti da una formazione
continua, non permettono di elevare la qualità media del settore”. La pensano così 8 conduttori di agriturismo su 10: per loro una formazione costante può migliorare
le competenze necessarie nel lavoro quotidiano.

I risultati: il 68 per cento degli intervistati ha più di tre anni di esperienza nel settore; sono tutte aziende agricole che operano nel turismo rurale per incrementare il reddito
agricolo, e la conduzione è poco più che a livello familiare visto che solo il 5 per cento ha più di 5 occupati in azienda. Buono il livello di scolarizzazione, l’86
per cento possiede un diploma di scuola superiore o è laureato; mentre il 68 per cento degli intervistati ha frequentato corsi in materia di igiene e sicurezza alimentare, ed il 13 per
cento ha nel proprio bagaglio nozioni di marketing aziendale.

Nel dettaglio c’è bisogno di formazione nelle nuove tecnologie, per il 38 per cento; nell’area gestionale, per il 27 per cento; nel servizio clienti, per il 19 per cento, e
nell’area linguistica per il 16 per cento degli intervistati. Fra le priorità c’è l’esigenza di migliorare l’uso della posta elettronica, la usano solo 7
su 10; ma anche l’utilizzo di internet, ma ancora il 14 per cento degli agriturismi non ha una connessione ad internet. La prima lingua da imparare è invece l’inglese.

“La tecnica formativa preferita -spiega Salvatore Enrichetti, amministratore di AgriCia Firenze, l’ente di assistenza tecnica della Cia- è quella tradizionale, partecipando
personalmente ai corsi, solo per pochi è valida la formazione a distanza. Gli aspetti che hanno più interessato sono le tecniche di vendita e promozione professionale, oltre che
tutte quelle conoscenze che le norme in vigore hanno reso indispensabili”.

Intanto, prosegue il progetto Forestur (dettagli su: www.forestur.net) frutto di un partenariato internazionale (con Ungheria, Romania e Spagna) nell’ambito del programma Leonardo 2006,
il cui obiettivo principale è quello di mettere a disposizione degli operatori del settore turistico delle aree rurali dei corsi di formazione continua realizzati sulla base delle
esigenze delle aziende.

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