L’altezza è la chiave per la felicità

L’altezza è la chiave per la felicità

Che l’altezza sia legata alla bellezza, è un detto popolare; che invece tale caratteristica porti maggiore felicità è una verità scientifica.

Questo è quanto emerge da uno studio dell’Università di Princeton, guidato da Angus Deaton e pubblicato da “Economics and Human Biology”.

I ricercatori hanno analizzati i dati dello ” Gallup-Healthways Well-Being Index” oltreché effettuare diverse interviste a campione; durante tali colloqui, ai soggetti veniva chiesto di
misurare la soddisfazione per la propria vita usando una scala da 0 a 10.

Alla fine delle osservazioni, essi hanno così notato una correlazione diretta tra felicità e numero di centimetri; in particolare, gli uomini che si avvicinano ad 1,77 metri di
altezza sono i più soddisfatti della propria vita. Lo stesso vale per le donne, anche se nel loro caso il risultato era meno evidente.
Questo perché gli stangoni d’ambo i sessi avevano istruzione migliore e lavoro più gratificanti e remunerativi.

Secondo gli studiosi di Princeton, inoltre, gli individui di statura imponente riescono a gestire meglio le emozioni. Essi infatti provano gioia e felicità più spesso di tristezza
e depressione, che riescono a sopportare con più facilità. Anche loro hanno però i loro problemi: “Lo stress e la rabbia, però, hanno più probabilità
di essere vissuti da persone di altezza superiore alla media” spiega Angus Deaton.

Alcuni studiosi tendono a prendere i risultati dei ricercatori di Princeton con cautela.

Spiega il dottor Colin Gill, psicologo: “Non c’è una correlazione diretta tra reddito e felicità, come hanno dimostrato numerosi studi. Ma sembra che ce ne sia una tra altezza e
felicità, e tra altezza e reddito”. Il medico individua anche un fattore psicologico: “Quando si nasce si è più piccoli delle persone che si prendono cura di noi e che
riteniamo autorevoli. Così, il rapporto di potere non cambia”.
In altre parole, i piccoletti tenderebbero a vedere quelli più grandi di loro come una sorta di genitori in seconda, da cui ricevere protezione ed a cui dare rispetto e sottomissione.

Ma oltre ad un certo limite di centimetri, il rapporto s’inverte: “Se guardiamo bene i dati emerge che le persone più felici non sono le più alte. C’è una soglia di
tolleranza tra i 195 e il 198 centimetri”.
Per il dottor Gill, infatti, i “troppo alti” vengono considerati bizzarri (o nel peggiore dei casi, fenomeni da circo e scherzi di nature) e soffrono di numerosi problemi di salute.

Matteo Clerici

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