Lana e Pecore dell’Alta Murgia in “Parnersheep” con Slowfood

Lana e Pecore dell’Alta Murgia in “Parnersheep” con Slowfood

Torino, domenica 28 ottobre…fa freddo.
In attesa di andare in onda coi video girati al Salone del Gusto trasmettiamo un “Intervallo”: non abbiamo trovato il filmato delle pecore al pascolo tra i verdi prati ed allora abbiamo chiesto
ad Antonella Petrera del Presidio Slowfood dell’Alta Murgia di raccontarci il suo territorio.
L’abbiamo trovata nel padiglione della Puglia mentre lavorava la lana delle sue pecore con un ago.
Antonella ci ha inviato due belle storie, storie vere del mondo rurale delle quali molti di noi vorrebbero essere protagonisti…al sottoscritto basterebbe fare da comparsa in mezzo a tutto quel
verde.
Proprio oggi, domenica 28 ottobre, in occasione della conferenza stampa nel padiglione della Puglia,  Niki Vendola, Carlin Petrini, Roberto Burdese e Dario Stefàno hanno parlato di
ritorno alla terra dei giovani e del progetto “Raccontami una storia”…eccole, qui ce ne sono già due!

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

Cronaca di un pascolo annunciato
di Antonella Petrera
(Pecore Attive)
L’eccitazione ci prende all’improvviso una volta entrati nel padiglione delle esposizioni del Salone del Gusto. Percorriamo chilometrici corridoi legnosi  trascinandoci pezzi di Puglia e di
Murgia sulle ruote dei trolley. Le nostre pecore vengono tirate fuori trasformate in oggetti artistici facendo la loro soffice e bella figura circondate dal materiale informativo sul Parco
Nazionale dell’Alta Murgia.
 Ahi! Ci pungiamo agli spilli mentre attacchiamo il manifesto del nostro meraviglioso paesaggio. “C’è tanto da proteggere” recita il testo.
Il lungo pelo delle nostre belanti amiche ritratte nell’illustrazione sembra riscaldare immediatamente la nostra voglia di comunicare. Moltissime le persone incuriosite dai silenziosi sguardi
della linea di bamboline di lana create da Pecore Attive, l’associazione che in partnersheep col Parco Nazionale dell’Alta Murgia e sotto il presidio Slowfood per la Pecora Altamurana, si trova
al Salone del Gusto per valorizzare e promuovere il nostro territorio da una vetrina internazionale affacciata sul mondo intero.
   
Non avete letto male. In questo caso “partnersheep” si scrive proprio così. Significa “compagni delle pecore”. Un invito a camminare con loro, che possono insegnarci la pace di un pascolo,
la mitezza delle radure, la lentezza, questa “slowness” che stiamo imparando ad apprezzare nella vita e nel cibo.
Molti visitatori, nelle conversazioni che abbiamo con loro spiegando i nostri progetti e chi siamo, si lasciano letteralmente sedurre dal fascino di queste greggi, partendo dal sapore che hanno i
prodotti da mangiare, fantasticando grazie ad un animale che ha in sé qualcosa di biblico, e infine toccando con mano (letteralmente, con mano) il pelo trasformato in oggetti
artistici.
L’auspicio per questa esperienza è quello che la Murgia possa diventare la “petrosa Itaca” a cui tutti possano tornare, almeno una volta, dopo il primo incontro avvenuto in questi
giorni.

Pecore Attive e le “lampadine” al  Salone del Gusto
di Antonella Petrera

…c’era una volta una pecorella dal pelo molto lungo, in una valle che aveva la forma del tacco di uno stivale. Si sentiva un po’ smarrita, come la sua cugina biblica, perché il suo
gregge diventava sempre più piccolo. Si domandava se mai un buon pastore sarebbe arrivato a prendersi cura di lei e a toglierla fuori dai guai, proprio come era accaduto quella volta a sua
cugina.

…c’era una volta un gruppo di giovani dalle brillanti idee, che viveva in una valle che aveva la forma del tacco di uno stivale. Si sentivano un po’ smarriti, questi ragazzi, perché
la loro terra, pur ricca di risorse, stentava ad essere un bel posto in cui vivere, a causa di molti problemi dovuti alla mancanza di lavoro, ma forse soprattutto alla mancanza di buone idee. Poi
si accese una lampadina…

Nel 2010 in quella valle che aveva la forma del tacco di uno stivale, i regnanti si inventarono una specie di legge, chiamata Principi Attivi. Era la legge delle buone idee.
Così fu inventato un progetto che non solo veniva in aiuto di chi voleva migliorare il proprio territorio, ma anche di quella pecorella dal pelo molto lungo, che non si sentì
più tanto sola, e anzi, cominciò a far parte di un progetto che va avanti ancora oggi…

 La razza autoctona di pecora Altamurana è in via di estinzione. Da una stima fatta in primavera nel 2011 risultano 37 arieti e 363 pecore, e i loro allevamenti si trovano quasi tutti
all’interno del Parco Nazionale dell’ Alta Murgia. Fino a una cinquantina di anni fa le greggi di pecora Altamurana erano una componente immediatamente riconoscibile del paesaggio murgiano. Una
razza in armonia con l’ambiente, che ha saputo nel tempo adattarsi geneticamente alle asperità del roccioso territorio di questa parte della Puglia. Rispetto ad altre razze ovine ha il
piede più robusto, proprio perché bruca in territori  rocciosi, si arrampica sui muri a secco, e si adatta alla frugalità del pascolo.

Al Salone del Gusto di Torino quest’anno l’associazione Pecore Attive di Altamura, in collaborazione con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, e sotto il presidio di Slowfood per la pecora
Altamurana, ha esposto dei prodotti artistici in feltro di lana di pecora Altamurana. La lana di pecora è stata riconosciuta come un rifiuto speciale, che non può facilmente essere
smaltito. Da qui l’idea dei giovani altamurani di creare il feltro con tale lana, per mezzo dell’antica tecnica della feltratura ad acqua. Coniugare l’urgenza di smaltire un rifiuto e lo sviluppo
di un’idea originale si può, e si può anche farlo bene, e si può anche farlo insieme, e si può anche farlo meglio.

Il progetto “Partnersheep” è una iniziativa del Consorzio Murgia Viva. In occasione della tosa, lo scorso anno, sono stati aggregati 45 allevatori, e sono state raccolte 18 tonnellate di
lana. Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, quindi, si è fatto promotore di un progetto che dura cinque anni, che ha come obiettivo quello della commercializzazione della lana, ovviamente,
e insieme dello sviluppo del territorio.
    Prima della stagione della tosa è previsto un corso di formazione per cernitori. Si insegnerà agli allevatori a selezionare la lana con l’obiettivo di operare e
proporsi sul mercato tutti insieme. La lana verrà venduta in asta internazionale e i compensi ovviamente distribuiti tra gli allevatori.

I visitatori del Salone del Gusto, quest’anno, a Torino, hanno apprezzato questo connubio di buona volontà, meraviglia, rispetto dell’ambiente, passione per la propria terra. In molti ci
hanno raccontato di pastori che non sanno cosa farsene della lana dopo la tosa primaverile, e noi gli abbiamo raccontato di Prtnersheep. Altri hanno condiviso con noi aneddoti, storie di parenti
e amici, e le signore hanno promesso di venire in Puglia per imparare come facciamo il feltro, glielo insegniamo noi, e tra una fetta di provolone e un cucchiaio di ceci neri hanno saputo
appassionarsi alla storia di quella pecorella dal pelo lungo che vive in una valle che ha la forma del tacco di uno stivale…

E questa storia, anche se è ancora in divenire, ha già un lieto fine, che dimostra che quando le lampadine si accendono, fanno luce, e quella luce è coraggiosa e umile allo
stesso tempo e illumina, anche se poco, dove prima non si vedeva che buio.

Redazione Newsfood.com

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