Il 23 febbraio ha avuto luogo l’Assemblea Generale dell’Associazione delle Regioni Ortofrutticole Europee (AREFLH).
Per l’occasione si sono raccolti a Mezzocorona (Trento) otre 100 rappresentanti delle regioni italiane, spagnole, francesi, greche e belghe.
Tra i presenti, Félix Mittermayer, amministratore per l’ortofrutta e l’olio d’oliva presso la Direzione Agricoltura dell’Unione Europea.
Per AREFLH è stata l’occasione per rinnovare le sue richieste per una riforma dell’OCM che sia in grado di fornire alla filiera gli strumenti per raccogliere le sfide
dell’internazionalizzazione dei mercati, nella quale, per volontà politica, s’inserisce l’Unione Europea.

Di cosa si è parlato
Privata dei due strumenti di gestione del mercato, i ritiri e le restituzioni ai paesi terzi, la filiera deve avere la possibilità di sviluppare una strategia offensiva e fronteggiare le
importazioni dai paesi terzi che sono in continuo aumento nell’Unione Europea:
– aumento dell’aiuto europeo ai programmi operativi dal 4,1 al 6%,
– creazione di un fondo di gestione delle crisi esterno ed indipendente rispetto ai programmi operativi,
– semplificazione e snellimento della gestione amministrativa dei programmi e miglioramento della sicurezza finanziaria,
– gestione degli aiuti per la trasformazione da parte delle O.P. e attraverso contratti di fornitura all’industria.
D’altra parte, l’AREFLH ha chiesto insistentemente la soppressione dell’articolo 51, che autorizza i produttori di grandi colture a coltivare frutta e ortaggi beneficiando degli aiuti della
PAC, mentre i produttori tradizionalmente specializzati non potranno usufruire degli stessi diritti.
L’Assemblea dell’AREFLH ha altresì riaffermato la sua richiesta più pressante:
– di attuazione, da parte dell’Unione Europea, di una politica offensiva di sviluppo delle esportazioni verso i paesi terzi e di smantellamento delle barriere sanitarie e
fito-sanitarie,
– di trasparenza a livello di scambi attraverso un controllo efficace delle importazioni dai paesi terzi,
– di un sostegno forte da parte dell’Unione Europea per promuovere il consumo di frutta e verdura in collaborazione con le Direzioni Generali dell’Agricoltura e della Salute,
– di riconoscimento europeo di una norma di produzione integrata che permetta alla produzione europea di valorizzare, agli occhi del consumatore finale, il suo impegno per la sicurezza
alimentare e di salvaguardia ambientale.
L’Assemblea dell’AREFLH ha espresso una viva preoccupazione per il futuro delle nostre produzioni in Europa, in quanto queste saranno maggiormente colpite dagli accordi di libero scambio
negoziati dall’Unione Europea con numerosi paesi produttori di ortofrutta. L’Assemblea ritiene che le imprese del settore non dovranno essere lasciate sole nel subire le scelte politiche prese
ai livelli più alti del Consiglio dei Ministri europeo.
Inoltre, l’AREFLH ha deciso di lanciare numerose nuove azioni:
– creazione di un osservatorio europeo del mercato e degli scambi; infatti l’attuazione di strategie di gestione preventiva delle crisi congiunturali e strutturali non può avvenire senza
la conoscenza e l’analisi della situazione e delle prospettive di produzione, degli scambi e dei consumi su scala europea. L’AREFLH preme affinché l’Unione Europea sviluppi degli
strumenti di conoscenza e di monitoraggio dei parametri di produzione e di mercato, senza i quali non può esserci una organizzazione comune del mercato pienamente efficiente.
– creazione di una Commissione Commerciale costituita dai responsabili operativi delle O.P. con lo scopo di esprimere la posizione del settore della produzione sui problemi con i quali le
nostre O.P. si devono confrontare: armonizzazione dei limiti massimi dei residui, moltiplicazione delle certificazioni private, ostacoli alle esportazioni causati dalle barriere sanitarie e
fito-sanitaire.
– allargamento del Comitato di Coordinazione euro-mediterraneo creato ad Agadir l’8 dicembre 2006 con i paesi della riva sud del Mediterraneo,
– organizzazione di una giornata di incontro europeo per la pera “INTERPERA” a Lleida.
L’Assemblea Generale, infine, ha dato il benvenuto a nuovi aderenti, come la Regione Veneto, e a nuovi associati, come la Macedonia in Grecia e la Cooperativa REO nel Belgio fiammingo.

Fonte: www.alimentapress.it