Arte e vino dell’Alta Murgia

L’arte visiva sposa il vino: l’artista altamurana Daniela Denora omaggia il vino dell’Alta Murgia con una sua creazione

 

Giovanni Mercadante
per Newsfood.com
Altamura, 18.9.2018

Oggi il vino viene valorizzato attraverso il racconto del produttore, nella cui esperienza sono sedimentati tutti i processi della produzione:

dalla cura del vigneto, alla maturazione, alla raccolta dell’uva e alla successiva lavorazione per la vinificazione, il cui atto finale si conclude dopo la fermentazione e il riposo del mosto nelle botti.

La cantina FRRUDD – centro storico – Altamura

Percorso lento, come la gestazione di un bambino nel grembo della mamma. Solo dalla passione, dell’amore e quindi dall’esperienza del produttore si può ottenere un prodotto di eccellenza.

L’Alta Murgia produce ottimi vini, e in questo caso ci piace segnalare un piccolo imprenditore agricolo nel territorio di Altamura: Vito Calia, che ha fatto del suo vigneto una ragione di vita.
Infatti, racconta Calia, è un vigneto a spalliera bassa di anni 38, immerso in una immensa distesa di grano a valle dell’Alta Murgia barese. A soli 7 km dal centro di Altamura, molti anni fa terra di primitivo, è uno dei pochi vigneti attivi del territorio altamurano. La particolarità di questo vigneto è che sono già circa 20 anni che si osserva un’agricoltura pulita: no concimi, né pesticidi, né erbicidi.

L’arte di fare vino ha radici profonde, ma nello stesso tempo necessita di una profonda conoscenza della terra stessa e delle sue evoluzioni.

La ferma convinzione di coltivare uva nel rispetto della natura, lontano dai metodi industriali, oggi purtroppo diffusi, sottolinea il coraggio e soprattutto i valori di una famiglia solida che diventa la linea guida per il futuro.

Il suo vino è stato adottato dalla Cantina Frrudd che commercializza il prodotto con diverse etichette in funzione del grado di alcoolicità e della tipizzazione. La compagine societaria è costituita da due giovani intraprendenti: Paolo Colonna e Donato Scalera, i quali nonostante un background culturale distante (uno ingegnere meccanico e l’altro tecnologo alimentare), ma provenienti da famiglie contadine, hanno pensato di investire il loro futuro in questo business.

I testimoni di questo paradiso naturale, afferma Paolo Colonna, sono gli animali e insetti delle specie più variegate che trovano rifugio in un ambiente incontaminato.
Il vigneto, continua D. Scalera, è concimato con il rovescio delle erbe spontanee e tralci della potatura, nel rispetto rigoroso dell’ambiente e della natura. Le uve crescono su un letto di fiori ed erbe del tutto spontanee; immagini degne di una cartolina.

Da sinistra Paolo Colonna, Vito Calia, Donato Scalera

La posta in gioco è altissima, ma la loro creatività non ha ostacoli. Nell’arco di tre anni hanno intascato ottimi consensi. Le etichette immesse sul mercato al momento sono tre: PR1MO PRIMITIVO, 1572 (mutuato dalla data di edificazione del palazzo nobiliare in cui è ubicata l’antica cantina) e RA’.
La commercializzazione risulta vincente con una strategia assolutamente semplice: la degustazione, la cui operazione avviene sia in una sala appositamente allestita nel vano cantina che in altre location da dove provengono le richieste.

LA CANTINA FRRUD risalente al 1500 e riaperta dopo 60 anni di inattività dal cognome del vecchio proprietario Angelantonio Ferrulli, riporta alla luce i tesori della tradizione vinicola altamurana. Situata alle spalle della splendida Cattedrale federiciana, è uno dei più antichi siti del centro storico. La suggestiva location è suddivisa in due ampi spazi.

Il piano terra, dove è possibile ammirare i numerosi pezzi da collezione, come l’imponente torchio in legno risalente al 1700, affiancato da una serie di utensili e apparecchiature dell’epoca. E il piano inferiore, profondo circa 8 metri, dove sono installate botti di grandi capacità.

Un dettaglio delle pareti mostra il risultato del lavoro centenario di microscopici rivoli d’acqua che hanno incrostato le pareti di minerali e di ossidi. Un viaggio nel tempo di centinaia di anni, dal quale si percepiscono sacrificio e dedizione al lavoro di intere generazioni; la Cantina Frrud si unisce al patrimonio storico-culturale e paesistico del vasto centro storico di Altamura.

 

Le bottiglie commercializzate sono:
-1572 etichetta in legno primitivo IGP 2015 14%vol con affinamento in rovere di sei mesi;
-PR1M0 primitivo IGP 2017 17%vol senza solfiti aggiunti.
-Ra’, invece, è un vino che nasce da un’attenta selezione di “racemi” di primitivo, cioè piccoli grappoli che crescono e maturano su tralci chiamati “femminelle”. In passato veniva associato al vino dei “poveri”, in quanto la raccolta avveniva dopo la vendemmia a causa della tarda maturazione dei grappoli e della scarsissima resa che spesso non ripagava l’estenuante sforzo fisico. Tutto ciò rende oggi questo vino raro e molto pregiato, come la sua etichetta in terra, la stessa su cui nascono questi tralci di primitivo, realizzata dalla giovane e brillante artista altamurana Daniela Denora.

Allestimento con degustazione presso un cliente

La bottiglia è impreziosita da due eleganti elementi figurativi: un grappolo d’uva color oro e il nome dell’etichetta RA’, ovvero l’abbreviazione di RACEMI. Il miscuglio tecnico, le resa cromatica e l’accorgimento di fissazione sulla bottiglia è un segreto che l’artista non ha voluto svelare. Potenza del suo estro artistico. Come non darle ragione. E’ una pittrice poliedrica: i ritratti, le scene di rivoluzioni, gli scorci del centro storico di Altamura, i figuranti della festa medievale FEDERICUS, fanno parte del suo universo insieme ad altre rappresentazioni visive.

Foto cover: l’artista Daniela Denora

 

Giovanni Mercadante

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Giovanni Mercadante
Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

Redazione Newsfood.com

 

 

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