Latte materno = forza + intelligenza potenziata

Latte materno = forza + intelligenza potenziata

I bambini nutriti con latte materno vedono crescere sia la loro forza che, particolarmente, la loro intelligenza. Oppure, usando il linguaggio della matematica, Latte materno = forza +
intelligenza2.

Ed i genitori lo sanno, dandogli così il giusto spazio.

Questo (in sintesi) il risultato di un sondaggio dell’ospedale San Raffaele (sezione Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia) diretto dalla dottoressa Maria Pia Guarneri.

La squadra della dottoressa Guarneri è entrata in azione durante Bimbiinfiera dell’ottobre 2010.

Dopo aver raccolto 502 questionari (compilati per l’86% da donne e per il 14 da uomini) gli esperti ne hanno vagliato i dati.

In base alle risposte, l’importanza del latte materno è più che chiara. La netta maggioranza delle madri ha all’allatto i figli (74% primogenito, 84% il secondogenito) fino al
7°-8° mese, passando poi al latte formulato. Il latte vaccino ha fatto la sua comparsa solo dopo 12 mesi di vita.

Secondo la dottoressa Guarneri, la percentuale suggerisce “Come sia aumentata la consapevolezza della assoluta “superiorità del latte materno” e che il latte vaccino non sia adatto
nell’alimentazione durante la primissima infanzia perché troppo ricco di grassi saturi e proteine e con un contenuto ridotto di micronutrienti come il ferro, oltretutto scarsamente
biodisponibile”.

Tuttavia, persiste una minoranza (15%) di mamme e papà che ritiene che il latte vaccino possa essere consumato dai bebè più anziani di 6 mesi. Alcuni (2%) si spingono a
consigliare un suo consumo fin dai primi giorni di vita.

Come ricorda la dottoressa, tale dieta è pericolosa in quanto capace di favorire squilibri sia a breve che a lungo termine, sopratutto malattie cardiovascolari obesità e diabete.

In ogni caso, se sulla gestione dei primi mesi di vita padri e madri possono essere promossi, il discorso cambia quando si osserva lo svezzamento.

Il 22% degli intervistati crede che, quando può mangiare cibo solido, il bambino può mangiare tutto. Ancora più individui (33%) vede nello svezzamento il momento perfetto
per mettere in tavola il latte di mucca.

Al contrario, gli esperti del San Raffaele consigliano un latte formulato di proseguimento, in quanto portatore equilibrato di micronutrienti e macronutrienti, specie se il latte materno non
è disponibile.

Sempre riguardo il latte formulato, l’indagine ha evidenziato come i criteri di scelta dei genitori fossero vari. Al primo posto vi è la raccomandazione del pediatra, seguita dalle
indicazioni sulle etichette e dal rapporto qualità-prezzo.

Infine, gli scienziati hanno poi osservato come, in generale, gli intervistati fossero preparati (” Il 94% di risposte corrette al questionario”) ma “Nella pratica i dubbi rimangono”.

Ad esempio, alcuni genitori diventano più permissivi con il secondo figlio, consentendogli un’alimentazione meno controllata.

Oppure, messi alle strette, non sanno indicare le cause principali dell’obesità infantile.

Quindi, valutando tutti gli elementi, la dottoressa Guarneri da ai genitori intervistati “Un buon 7 e mezzo, ma stimolandoli a non smettere di “studiare”, perché è possibile
prendere anche un bel 10, il voto che vorremo fosse anche quello della qualità dell’alimentazione infantile. Perché un bambino alimentato bene sviluppa il massimo delle sue
facoltà motorie, cognitive e psicologiche”.

Fonte: Bimbiinfiera 2010

Matteo Clerici

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