Prestiti più facili anche per chi non ha un lavoro fisso, un fondo di garanzia per agevolare l’accesso al credito di lavoratori a progetto, collaboratori, lavoratori a tempo determinato,
disoccupati con contratto atipico scaduto da meno di sei mesi, è stato messo a punto e finanziato dalla Regione per complessivi 3 milioni di euro (1 milione l’anno) per il periodo
2007-2009.

Dal gennaio prossimo i lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato avranno così una forma di tutela in più. A garantire per loro sarà la Regione. I
lavoratori potranno inoltre contare, grazie a questo strumento, su tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato.

Il fondo è stato presentato oggi a Palazzo Bastogi dal presidente della Regione Claudio Martini e dall’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini. Il presidente ha sottolineato come il
tema della lotta al lavoro precario sia – e -non da oggi – uno dei temi centrali dell’azione di governo della giunta. «Il tempo determinato – ha detto martini – sta diventato la
modalità di ingresso più frequente nel mercato del lavoro e sempre più spesso il passaggio da un tempo determinato diventa regola permanente, con effetti negativi sul piano
sociale, più acuti, in particolare, per giovani e donne. E’ per fare fronte a questo problema che la Regione si è mossa con questa e con altre iniziative».

ll nuovo strumento diventerà operativo attraverso la collaborazione con il sistema bancario toscano, con il quale verrà stipulato un protocollo d’intesa.
La Regione si sta impegnando a fondo per estendere i diritti dei lavoratori atipici, rimuovendo gli ostacoli che impediscono a chi non ha un contratto a tempo indeterminato di avere le stesse
opportunità dei lavoratori più garantiti.

Il nuovo fondo di garanzia agisce su uno degli aspetti più delicati, che condiziona in maniera decisiva la vita delle fasce deboli del mercato del lavoro. Senza un reddito da lavoro
fisso infatti, è difficile accedere a forme di credito a un tasso accettabile.

A chi si rivolge – A beneficiare del nuovo strumento sono tutti i lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato, quali ad esempio i lavoratori con rapporto di lavoro
autonomo, i lavoratori a progetto, le collaborazioni coordinate e continuative, i dipendenti a tempo determinato e tutti coloro che sono disoccupati da meno di sei mesi dopo aver avuto
contratti di questo tipo.

A cosa serve – Il prestito che si ottiene grazie al fondo di garanzia assicurato dalla Regione dovrà essere finalizzato a fare fronte a situazioni temporanee e contingenti di
difficoltà economica legate a mutamenti nella condizione familiare, di salute, alloggio, scolastica cui il lavoratore non è in grado di fare fronte.

Come funziona – La Regione ha affidato la gestione del fondo di garanzia all’Artea (agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura), che attiverà la garanzia su
richiesta delle banche. I lavoratori interessati potranno presentare la domanda a partire da gennaio, in risposta a uno specifico bando che sarà emanato dalla Regione.
L’importo massimo del finanziamento è di 15.000 euro, rimborsabili dai 18 ai 60 mesi ad un tasso che può variare dal 6,5% all’8% (secondo la banca prescelta). La garanzia
sarà pari al 70% del finanziamento, fino ad un massimo di 15.000 euro per i lavoratori a contratto. Per i disoccupati con contratto atipico scaduto da meno di 6 mesi, la garanzia offerta
è pari all’80% dell’intera somma erogata.

Le altre iniziative – «Il nuovo strumento per l’accesso al credito – ha spiegato Simoncini – è un fatto di civiltà che si inserisce in un quadro di iniziative che la
Regione ha messo in cantiere negli ultimi due anni per prevenire la precarietà del lavoro ed estendere tutele e diritti, dando pari dignità a tutti i cittadini».
Fra queste, individuate da una intensa concertazione con enti locali e parti sociali, iniziative come la formazione continua per lavoratori atipici, gli sportelli per la consulenza e
l’orientamento, il fondo per la stabilizzazione dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, la carta prepagata, con un plafond di 2500 euro a persona, per la formazione
(Individual learning account).

Barbara Cremoncini