«Nonostante lo scioglimento anticipato delle Camere il Governo è pronto ad onorare l’impegno sottoscritto con la Finanziaria 2008 varando il decreto interministeriale, Sviluppo
Economico e Lavoro, che consentirà di avviare 30mila stage retribuiti per i laureati del Sud».

Il provvedimento che contribuirà ad arginare la fuga di cervelli dal Meridione è stato annunciato a Palermo dal Vice Ministro dello Sviluppo Economico, Sergio D’Antoni,
intervenuto all’incontro con gli Atenei siciliani sul tema «Università e ricerca nelle politiche di coesione».

L’articolo 122 della Finanziaria 2008 rinvia a un decreto interministeriale la definizione di un programma nazionale destinato ai giovani laureati residenti nelle regioni meridionali, «al
fine di favorire il loro inserimento lavorativo, dando priorità ai contratti di lavoro a tempo indeterminato». Il piano è già stato definito dagli uffici del Vice
Ministro dello Sviluppo Economico e mette sul piatto anche bonus per le aziende che trasformeranno i tirocini in contratti di lavoro a tempo indeterminato. Il programma interesserà 30
mila laureati residenti nelle regioni meridionali, per molti dei quali si aprirà così la strada dell’inserimento stabile nel mondo del lavoro.

«Il Piano inserito in finanziaria – spiega D’Antoni – prende spunto dalla positiva esperienza del Progetto Fixo di formazione retribuita delle figure professionali più qualificate,
attuato da Italia Lavoro insieme a una sessantina di università. Percorsi formativi che nel 65% dei casi hanno portato all’assunzione vera e propria.» Un successo che con il
decreto in fase finale di messa a punto pensiamo ora di replicare su più larga scala. Tant’è che la stessa manovra stanzia 58,5 milioni di euro per i tremila euro di bonus che
andranno alle aziende per la stabilizzazione post-tirocinio. Somma che servirà a incentivare circa ventimila assunzioni a tempo indeterminato di neo-laureati nel Sud. Altri 144 milioni
di euro sono invece stanziati dalla finanziaria per garantire una «paghetta» di circa 400 euro mensili per sei mesi agli stagisti.

«Un investimento -commenta D’Antoni- che contribuirà a raggiungere un duplice obiettivo: immettere, con forze giovani e altamente scolarizzate, nuovi contenuti di conoscenza nelle
imprese meridionali per renderle così più competitive ed arginare la fuga verso il nord dei giovani laureati». Un fenomeno, quest’ultimo, che i dati Istat danno in forte
crescita negli ultimi anni che sta depauperando il sud proprio di quei «cervelli» che in maggior misura possono contribuire alla sua crescita economica.