Lavoro, Damiano: «Testo Unico Sicurezza a un passo»

«Un fenomeno drammatico», a cui va opposta la piena, rigorosa applicazione delle leggi esistenti e il definitivo via libera al Testo unico sulla sicurezza. Raggiunto al termine del
Consiglio Ue Affari sociali a Bruxelles, il Ministro Cesare Damiano commenta così il nuovo caso di morte sul lavoro verificatosi al porto di Genova .

Siamo di fronte a un emergenza nazionale, ammette, «ma in Italia abbiamo ottime leggi, come la 626 e la 123 varata l’anno scorso. Si tratta di provvedimenti che ci pongono all’avanguardia
in Europa. Il problema è sempre lo stesso: quello di applicarli».

Purtroppo questo avviene ancora con difficoltà, spiega il ministro, «perché il vero punto è quello di creare una vera e propria cultura del lavoro e della
sicurezza». Quello stesso sentire a cui si appella anche il Presidente del Consiglio Prodi quando invoca, nel messaggio inviato ai famigliari della vittima di Genova, Fabrizio Cannonero,
una maggiore vigilanza di autorità e datori di lavoro per il pieno rispetto della normativa in vigore.

Stando al consuntivo definitivo Inail, nel 2006 in Italia le morti bianche sono state 1341. Le proiezioni per il 2007 segnalano una lieve diminuzione, anche se il dato si aggira sempre intorno
ai 1300 incidenti mortali. Una quantificazione, questa, che evidenzia come il nostro Paese si collochi pienamente nella media europea. E tuttavia, spiega Damiano, questi dati non possono, non
devono fornirci alcun conforto.

La politica di sostegno alle imprese «virtuose», quelle in grado cioè di garantire piena sicurezza ai propri lavoratori, deve andare avanti. E allo stesso tempo occorre
proseguire la stretta sui controlli, che fino a questo momento ha prodotto importanti risultati. «Soltanto nell’edilizia – spiega Damiano – nel 2007, ci sono state assunzioni di 206.000
nuovi lavoratori, prima sconosciuti all’Inail, di cui il 55 per cento stranieri, e tra questi il 60 per cento romeni». E’ il sintomo di una nuova tendenza alla regolarizzazione, di
«una nuova cultura» che le istituzioni devono non solo assecondare, ma promuovere attivamente.

Il tassello che manca, in questo senso, è il via libera definitivo al Testo unico sulla sicurezza: a questo proposito, spiega il ministro, «sono in corso le consultazioni
necessarie» con l’obiettivo di approvarlo «al più presto». «Per quel che ci riguarda – ha precisato – stiamo continuando il lavoro con le parti sociali. E siamo a
un passo dalla conclusione».

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