D: In attesa che sia consegnato il primo permesso di soggiorno o ne sia rilasciato il rinnovo, il cittadino straniero può essere assunto e lavorare per l’attività per la quale
è stato autorizzato ad entrare in Italia? Nel frattempo può fruire delle prestazioni Inps? Per lo straniero che non ha i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato quali
regole valgono a tal fine?

R: Si, infatti con Messaggio del 29 gennaio 2008, n. 2226 l’INPS ha chiarito che in attesa della consegna del primo permesso di soggiorno o del rilascio del rinnovo, il cittadino straniero
è nel pieno dei suoi diritti inerenti il lavoro e perciò può essere legittimamente assunto e lavorare per l’attività per la quale è stato autorizzato ad
entrare in Italia. Egli può non solo versare i contributi ma anche fruire delle prestazioni INPS (assegno per il nucleo familiare, indennità di malattia e maternità, altre
prestazioni).
Tutto ciò a condizione che sia in possesso di regolare permesso di soggiorno, sia in possesso della ricevuta che attesti l’avvenuta presentazione della richiesta di permesso.

Dal 19 gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova normativa (D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251) che ha creato lo «status di protezione sussidiaria», riconosciuto
al cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine (e,
se apolide, nel Paese nel quale aveva la precedente dimora abituale), correrebbe gravi rischi.
Il permesso di soggiorno per questi soggetti ha durata triennale rinnovabile mentre è quinquennale la durata per quelli di asilo rilasciato a chi ha lo status di rifugiato.
Comunque entrambe le qualifiche garantiscono l’accesso all’occupazione e le aziende possono assumere gli interessati.