Vita dura per i datori di lavoro che utilizzano lavoratori irregolari.
Parlamento, Governo, Ministero della solidarietà sociale, Ministero dell’interno, Ministero delle Infrastrutture, Ministero del Lavoro, INAIL, INPS, Cassazione penale, nei mesi di
ottobre e novembre, hanno dedicato particolare attenzione all’immigrazione clandestina, al connesso problema del lavoro irregolare, alla mancata adozione di adeguate misure di prevenzione ed al
correlato fenomeno delle c.d. “morti bianche” .
A riguardo sono state varate nuove misure di contrasto che comportano l’osservanza di obblighi e prescrizioni e l’adozione di sanzioni amministrative, civili e penali nei confronti del datore
di lavoro inadempiente.

Sommario:
1. Lotta aperta a immigrazione clandestina, lavoro nero e morti bianche
2. Immigrazione clandestina: proroga al 31 dicembre 2006 dello stato di emergenza sul territorio nazionale e nuove misure
3. Permesso di soggiorno: una condizione per l’assunzione del lavoratore straniero
4. Lo sportello unico per snellire le procedure burocratiche
5. Progressi nella lotta al lavoro “nero”
6. Lavoro irregolare e sicurezza sul lavoro: uffici competenti per le sospensioni di cantiere
7. Instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile; obblighi, prescrizioni e sanzioni per il lavoro nero
8. Sfruttamento dei lavoratori stranieri

1 – LOTTA APERTA A IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, LAVORO NERO E MORTI BIANCHE
In Italia, con circa 4 milioni di lavoratori in nero e non c’è giorno che non si parli di immigrazione clandestina e di sfruttamento della mano d’opera.
Questa viene spesso associata alle “morti bianche” che derivano dalle mancate misure di prevenzione e di tutela dei dipendenti negli ambienti di lavoro.
A farne le spese sono per lo più i cittadini stranieri che, arrivati illegalmente in Italia, quand’anche riescono a trovare una occupazione, sono quasi sempre la merce di operatori
economici senza scrupoli che li assumono in nero nelle proprie aziende.
Tale fenomeno si manifesta in modo considerevole soprattutto nel settore delle costruzioni, ove i lavoratori spesso rimangono vittime sotto le macerie, o a causa di cadute dall’alto, dai
ponteggi, dalle impalcature, ecc. o a causa di mezzi di sollevamento e trasporto e comunque sempre in conseguenza del mancato utilizzo di adeguati mezzi di prevenzione.
Nella maggior parte dei casi, chi si infortuna lo fa sul lavoro ed è un lavoratore irregolare.
Se è fortunato almeno viene trasportato in un ambulatorio non autorizzato, o in ospedali volanti con propri medici.
Ci troviamo di fronte ad un’altra Italia, ad una Italia che non emerge mai dalle statistiche e ce ne rendiamo conto solo a morte avvenuta, come per i decessi provocati dall’amianto o negli
stabilimenti petrolchimici o nel settore delle costruzioni.
Gratificanti al riguardo sono i recentissimi risultati che si leggono nei siti dell’ INAIL e del Ministero del Lavoro in ordine alla lotta al lavoro nero prevista dalla legge n. 248/2006 di
conversione del decreto Bersani, ma stiamo sempre parlando di dati ufficiali e non di quelli che nelle statistiche non possono essere citati.

2 – IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: PROROGA AL 31 DICEMBRE 2006 DELLO STATO DI EMERGENZA SUL TERRITORIO NAZIONALE E NUOVE MISURE
Per contrastare il dilagante fenomeno dell’immigrazione clandestina, il Parlamento ha emanato l’Ordinanza del 9 novembre 2006, n. 3551, in G.U. 14 novembre 2006, n. 265, riguardante ulteriori
disposizioni urgenti che prorogano fino al 31 dicembre 2006 lo stato di emergenza sul territorio nazionale.
Vengono così snellite le procedure di accesso e di monitoraggio dei lavoratori extracomunitari nel territorio italiano e quelle connesse alla realizzazione di centri di assistenza e
permanenza temporanea a cura del Ministro dell’Interno.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha inoltre disposto con tale Ordinanza ulteriori disposizioni per l’assegnazione di un contributo straordinario a favore dei servizi di accoglienza dei
rifugiati, dei richiedenti asilo e dei titolari del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

O.P.C.M. 9 novembre 2006, n. 3551, G.U. 14 novembre 2006, n. 265
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3 – PERMESSO DI SOGGIORNO: UNA CONDIZIONE PER L’ASSUNZIONE DEL LAVORATORE STRANIERO
Anche la Corte di Cassazione penale, Sez. I, ha fatto la sua parte. Con la Sentenza del 13 novembre 2006, n. 37409, infatti, ha disposto che il reato a carico del datore di lavoro che occupa
alle proprie dipendenze lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno ovvero il cui permesso di soggiorno sia scaduto, revocato o annullato, sia applicabile anche a carico del datore di
lavoro che ha assunto un lavoratore che abbia richiesto e non ancora ottenuto il permesso di soggiorno.

4 – LO SPORTELLO UNICO PER SNELLIRE LE PROCEDURE BUROCRATICHE
Sono stati i Ministeri dell’interno e della solidarietà sociale, con la Circolare del 24 ottobre 2006, n. 1, ad approvare alcune direttive per snellire le procedure burocratiche
così da consentire una più rapida conclusione dei procedimenti in materia di assunzione dei lavoratori extracomunitari e di ricongiungimento familiare.
Peraltro a breve sarà emanato un decreto flussi aggiuntivo, per un contingente di 350 mila ingressi, che consentirà di accogliere le istanze già presentate entro il 21
luglio 2006 dai datori di lavoro.

5 – PROGRESSI NELLA LOTTA AL LAVORO “NERO”
Con il Comunicato del 20 novembre il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha presentato i dati relativi alle ispezioni effettuate nei cantieri edili dal 12 Agosto al 31 0ttobre 2006 ed ha
comunicato che la lotta al lavoro “nero” funziona, almeno dai dati INAIL che attestano una diminuzione degli infortuni in edilizia, un calo delle denunce di infortuni sul lavoro e che
evidenziano una riduzione delle morti bianche.

I dati INAIL
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– Comunicato del 20 novembre del Ministro del Lavoro, Cesare Damiano
Sala stampa INAIL
Roma, 20 novembre 2006. ISPEZIONI NEI CANTIERI EDILI. Il Ministro del Lavoro Damiano rende noti i risultati della lotta al lavoro nero. Incoraggianti i dati INAIL, che attestano un calo degli
infortuni in edilizia.
Roma, 20 novembre 2006. Controlli, sanzioni e sospensioni dei lavori. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, questa mattina ha presentato a Roma i dati relativi alle ispezioni nei cantieri
edili nel periodo che va dal 12 agosto al 31 ottobre scorso. Nel periodo in questione gli ispettori del Ministero del Lavoro hanno visitato 4.391 cantieri, riscontrando 3.342 aziende irregolari
pari al 56,2% del totale. I provvedimenti di sospensione dei lavori sono stati in tutto 227, mentre su un totale di 2.600 lavoratori 729 sono risultati irregolari (38%), 176 dei quali
clandestini. Sono stati invece 79 i provvedimenti di revoca della sospensione dei lavori per avvenuta regolarizzazione. Le maxi sanzioni sono state 541 per un importo complessivo di quasi 3
milioni di euro.
“Incoraggianti”, ha affermato Damiano, “anche i dati INAIL che mostrano un calo del 9,1% delle denunce di infortuni sul lavoro e una riduzione delle morti bianche”. Secondo l’ INAIL, infatti,
gli infortuni denunciati nel settore delle costruzioni sarebbero passati da 89.245 dei primi dieci mesi del 2005 a 81.080 dello stesso periodo del 2006. Analogamente, tra i primi dieci mesi del
2005 e i primi dieci mesi del 2006, nei cantieri si sarebbero registrati 31 incidenti mortali in meno, passando da 234 a 213.
I dati relativi ai primi dieci mesi del 2006 – spiega l’ INAIL – vanno interpretati con una certa cautela, perché non ancora definitivamente consolidati, soprattutto per quanto riguarda
il periodo agosto-ottobre. Dopo la crescita degli infortuni nel settore delle costruzioni che si è registrata nel primo trimestre 2006, a partire dal mese di aprile si è avuta una
netta inversione di tendenza stimabile, una volta che i dati saranno consolidati, tra il -3 e il -5%. Il discorso vale a maggior ragione per gli infortuni mortali che comportano tempi ancora
più lunghi per il consolidamento definitivo. Allo stato attuale – secondo l’ INAIL – è realistico prevedere che nei primi dieci mesi del 2006 gli infortuni mortali nelle
costruzioni dovrebbero registrare una sostanziale stabilità o un leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2005.

6 – LAVORO IRREGOLARE E SICUREZZA SUL LAVORO: UFFICI COMPETENTI PER LE SOSPENSIONI DI CANTIERE
Anche il Ministero delle Infrastrutture, con la Circolare del 3 novembre 2006, n. 1733, pubblicata sulla G.U. del 9 novembre 2006, n. 261, per l’attuazione dell’art. 36-bis, del D.L. n. 223 del
2006 in materia di contrasto del lavoro irregolare e promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, ha detto la sua ed ha fornito indicazioni sulle modalità operative di abilitazione
degli uffici competenti a ricevere la comunicazione delle sospensioni di cantiere durante l’istruttoria stessa, che può essere attivata presso i provveditorati regionali e interregionali
alle opere pubbliche in tutti i casi in cui venga riscontrato l’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria.

Ministero delle Infrastrutture, Circolare 3 novembre 2006, n. 1733 (G.U. del 9 novembre 2006, n. 261
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7 – INSTAURAZIONE DI RAPPORTI DI LAVORO NEL SETTORE EDILE; OBBLIGHI, PRESCRIZIONI E SANZIONI PER IL LAVORO NERO
Dopo la legge n. 248/2006, che introduce disposizioni specifiche in materia di contrasto del lavoro nero e di promozione della sicurezza nei luoghi di lavoro, è stato assegnato il potere
di adottare il provvedimento di sospensione dei lavori nell’ambito dei cantieri edili esclusivamente al personale ispettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.
L’INAIL, con Circolare del 23 ottobre 2006, n. 45 ha stabilito al riguardo che:
a) nell’ambito dei cantieri edili è previsto, a decorrere dal 1° ottobre 2006, l’obbligo per i datori di lavoro di munire il personale occupato di apposita tessera di riconoscimento,
corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e l’indicazione del datore di lavoro. I lavoratori, compresi gli autonomi (es. artigiani) che operano nel cantiere, sono
tenuti ad esporre detta tessera. In via alternativa, i soli datori di lavoro che occupano meno di dieci dipendenti possono assolvere all’obbligo di esporre la tessera mediante annotazione, su
apposito registro di cantiere vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente, da tenersi sul luogo di lavoro, degli estremi del personale giornalmente impiegato nei
lavori;
b) nei casi di instaurazione di rapporti di lavoro nel settore edile, i datori di lavoro sono tenuti a darne comunicazione al Centro per l’impiego mediante documentazione avente data certa, il
giorno antecedente a quello di instaurazione dei relativi rapporti. E’ stato così reso operativo il disposto della legge già contenuto nel decreto di attuazione della cosiddetta
“legge Biagi”;
c) sono previste sanzioni amministrative e civili per il lavoro nero, rafforzando così il sistema sanzionatorio per l’impiego di lavoratori non risultanti da scritture o da altra
documentazione obbligatoria, con riferimento alle aziende di qualsiasi settore;
d) sono previste sanzioni amministrative nel caso di impiego di lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, che vanno da Euro 1.500 a Euro 12.000 per
ciascun lavoratore, maggiorata di Euro 150 per ciascun giornata di lavoro effettivo.

Circolare Inail del 23 ottobre 2006
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8 – SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI STRANIERI: STAVOLTA NON SI SCHERZA
In arrivo nuove misure per contrastare lo sfruttamento di lavoratori stranieri
Saranno pubblicate, sulla G.U. dei prossimi giorni nuove e più pesanti disposizioni (il Disegno di legge è stato approvato il 17 novembre u.s.) in materia di contrasto al fenomeno
dello sfruttamento della manodopera di stranieri irregolarmente presenti sul territorio nazionale, che prevedono il reato di grave sfruttamento di manodopera quando al lavoratore in questione:
a) venga offerta una retribuzione ridotta di oltre un terzo rispetto ai minimi contrattuali; b) siano perpetrate sistematiche e gravi violazioni della disciplina in materia di orario di lavoro
e riposo settimanale; c) siano poste in essere gravi violazioni dei requisiti di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.
Per tali infrazioni è prevista la reclusione da tre a otto anni ed una multa di 9000 Euro per ogni persona reclutata o occupata. La sanzione e la pena sono maggiorate se gli occupati
sono minori di sedici anni o stranieri clandestini. Qualora sia stata accertata l’occupazione illegale di almeno quattro lavoratori irregolarmente presenti in Italia, è possibile anche
il sequestro dei luoghi di lavoro.

Disegno di legge recante – “Misure per contrastare lo sfruttamento di lavoratori stranieri”.
(Testo approvato dal Consiglio dei Ministri in data 17 novembre 2006)

Art. 1
(Permesso di soggiorno dei lavoratori migranti in condizione di sfruttamento)

1. Dopo il comma 1 dell’articolo 18 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25
luglio 1998, n. 286, è inserito il seguente:

“1-bis. Ai fini dell’applicazione del comma 1, sussiste grave sfruttamento del lavoro quando sia stato rilevato dalla pubblica autorità, inequivocamente, un rapporto di lavoro
clandestino connotato da una delle seguenti caratteristiche:
a) previsione di una retribuzione ridotta di oltre un terzo rispetto ai minimi contrattuali previsti dai contratti collettivi di categoria;
b) sistematiche e gravi violazioni delle disposizioni degli articoli 4,5,6, 7 e 9 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, in materia di disciplina dell’orario di lavoro e dei riposi
giornalieri e settimanali;
c) gravi violazioni della disciplina in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro con esposizione dei lavoratori a gravi pericoli per la loro salute, sicurezza o
incolumità;
d) reclutamento e avviamento al lavoro secondo le modalità previste e punite dall’articolo 18 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni.” .

2. Dopo il comma 2 dell’articolo 18 del citato decreto legislativo n. 286 del 1998 è inserito il seguente:

“2-bis. Non si procede al programma di assistenza ed integrazione sociale di cui ai commi 1 e 2, allorché sono accertate situazioni di sfruttamento di lavoratori di cui all’articolo 600,
secondo comma, del codice penale.”.

Art. 2
(Disciplina sanzionatoria)

1. La rubrica dell’articolo 600 del codice penale è sostituita dalla seguente:”Riduzione in schiavitù o servitù e sfruttamento di lavoratori”.

2. Dopo il primo comma dell’articolo 600 del codice penale è inserito il seguente:

“Chiunque recluta manodopera ovvero ne organizza l’attività lavorativa mediante violenza, minaccia, intimidazione o grave sfruttamento è punito con la reclusione da tre ad otto
anni e con la multa di euro 9.000 per ogni persona reclutata o occupata. La pena è aumentata se sono reclutati o sfruttati minori degli anni sedici ovvero stranieri irregolarmente
presenti sul territorio nazionale.”.

3. Al comma 12 dell’articolo 22 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio
1998, n. 286, la parola: ” 5.000″ è sostituita dalla seguente: “9.000” .

4. Può essere sempre disposto il sequestro dei luoghi di lavoro nei quali sia stata accertata l’occupazione illegale di almeno quattro soggetti irregolarmente presenti sul territorio
nazionale.

5. Alla condanna per qualunque delitto che concerne l’occupazione clandestina di lavoratori stranieri di cui al citato articolo 18, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 286 del 1998,
consegue:
a) l’interdizione per un anno dal contrattare con la pubblica amministrazione;
b) la perdita del diritto di beneficiare di qualsiasi agevolazione, finanziamento, premio, restituzione e sostegno regionale, nazionale e comunitario per l’anno o la campagna a cui si riferisce
l’illecito accertato. Nel settore agricolo si applicano, a tale fine, l’articolo 33 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e successive modificazioni, e l’articolo 3, comma 5, del
decreto-legge 27 ottobre 1986, n. 701, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1986, n. 898, e successive modificazioni;
c) ove si accerti l’occupazione di almeno tre lavoratori irregolarmente presenti sul territorio nazionale, nelle condizioni di cui all’articolo 18, comma 1-bis, del citato decreto legislativo
n. 286 del 1998, come introdotto dall’articolo 1, comma 1, la sospensione delle attività di impresa o della relativa unità di impresa per un mese, con esclusione delle
attività concernenti cicli biologici agricoli o di allevamento del bestiame.

6. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste per le infrazioni concernenti un rapporto di lavoro clandestino che riguardi un lavoratore extracomunitario sono raddoppiate.

Art. 3
(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.