Con la crescita record dell’8,9 per cento nel numero di lavoratori dipendenti nel 2006, l’agricoltura segna la migliore performance tra tutti i comparti produttivi e contribuisce con 39mila
nuovi occupati dipendenti alla riduzione record della disoccupazione”. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente i dati Istat relativi al 2006 che rilevano un tasso di
disoccupazione ai livelli minimi dal 1993. La crescita occupazionale che si è verificata – sostiene la Coldiretti – è la dimostrazione dell’impegno del sistema delle imprese che
opera in agricoltura nel rafforzare il percorso di trasparenza dei rapporti di lavoro e impedire che si ripetano inquietanti fenomeni di sfruttamento. Un risultato importante che – precisa la
Coldiretti – parte dal coinvolgimento di tutte le parti sociali firmatarie dell’avviso comune sul sommerso che rappresenta un riferimento che contiene strumenti efficaci e condivisi per la
trasparenza di un settore fondamentale per il rilancio del made in Italy. Ma la presenza di quasi un milione di occupati dimostra che in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole
seriamente intraprendere con iniziative innovative sia per chi chiede possibilità di occupazione. Non si tratta di un fatto marginale ma – precisa la Coldiretti – di una
opportunità, per molti disoccupati, immigrati, donne e giovani, che è in grado di garantire valore economico, ambientale e di sicurezza alimentare all’intera società. In
agricoltura – sottolinea la Coldiretti – si è verificato un vero boom nelle assunzioni di lavoratori dipendenti che passano su base annua a 475mila con una crescita tendenziale dell’8,9
per cento mentre si verifica una sostanziale stabilità in quelli indipendenti che scendono a 506mila con un calo dello 0,9 per cento. Il risultato complessivo – conclude la Coldiretti –
è di 982mila occupati nel 2006 con un incremento del 3,6 per cento rispetto all’anno precedente.

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