Lavoro straordinario: carattere della continuità dalla busta paga

La sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione, con sentenza del 21 dicembre 2007, n. 27117, ha stabilito che il giudice può verificare sulle buste paga la regolarità o la
periodicità della prestazione straordinaria effettuata dal lavoratore.

Fatto e diritto – Il Giudice del lavoro del Tribunale aveva accolto la domanda proposta da un dipendente per ottenere il ricalcolo del Tfr, mediante il computo della media matematica
mensile delle ore di straordinario prestate dal lavoratore nel periodo maggio 1981-maggio 1982 (ai fini della determinazione dell’indennità di anzianità maturata al
31-5-1982).
La società, tuttavia, ricorreva in appello affermando che il diritto era prescritto e che il dipendente aveva firmato una liberatoria

Le ragioni della Corte d’Appello – L’appello, però, veniva rigettato, in quanto la Corte d’Appello aveva rilevato che la dichiarazione liberatoria del dipendente non conteneva la
specifica indicazione del diritto, in ipotesi, abbandonato, né alcun riferimento al computo dello straordinario nel trattamento di fine rapporto.
Inoltre, la Corte d’Appello aveva affermato che non era maturata la prescrizione in quanto il diritto al TFR sorge alla cessazione del rapporto di lavoro e solo da questa data decorre il
termine di prescrizione. Inoltre, in base alla documentazione prodotta, lo straordinario espletato dal dipendente presentava il carattere della continuità, «intesa come
relativa regolarità o anche mera periodicità della prestazione riconducibile ad esigenze ordinarie dell’impresa».
La Corte d’Appello aveva anche rilevato che non era di ostacolo all’accoglimento della domanda il dedotto «miglior trattamento economico complessivo riconosciuto al lavoratore in
occasione della risoluzione del rapporto di lavoro in base alla normativa convenzionale rispetto a quella legale», considerato che nella specie (in base alla previsione del
contratto collettivo e alla particolare funzione delle mensilità aggiuntive ivi contemplate) si riscontrava un titolo diverso ed autonomo, con conseguente obbligo del datore di lavoro di
corrispondere sia il t.f.r. che l’erogazione aggiuntiva.

La decisione della Corte di Cassazione – La Corte di Cassazione ha chiarito che, per affermare la continuità del lavoro straordinario reso per un certo tempo, occorre misurare la
riconoscibilità della regolarità, della frequenza o anche della mera periodicità di una prestazione eccedente l’orario ordinario con riguardo al suo ripetersi con costanza
ed uniformità.
Le prestazioni rese da dipendente per la Cassazione presentavano «il carattere della continuità, intesa come relativa regolarità o anche mera periodicità della
prestazione riconducibile ad esigenze ordinarie dell’impresa» (indicando pure il numero di ore mensili di straordinario prestate nel periodo considerato).
La Corte di Cassazione ha così ritenuto adeguato quanto asserito della Corte d’Appello in ordine all’esistenza della continuità dello straordinario basata su uno specifico
accertamento di fatto effettuato semplicemente controllando le buste paga.

Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 27117 del 21 dicembre 2007

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