Lavoro: via libera al Testo Unico sulla sicurezza

Dopo trent’anni, finalmente, la legislazione italiana possiede un Testo Unico a tutela della salute dei lavoratori, il Consiglio dei Ministri di oggi infatti ha approvato in via definitiva il
decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la cosiddetta ‘nuova 626’, in attuazione della legge n° 123 del 2007.

il Testo è stato definitivamente deliberato dopo due anni di intensa attività, con un anticipo di due mesi rispetto alla scadenza prevista dalla legge delega.
«Ce l’abbiamo fatta. Non era scontato», ha commentato il Ministro del Lavoro Cesare Damiano. «E’ stato fatto un lavoro straordinario, un atto dovuto al Paese, sul quale
abbiamo cercato le più larghe convergenze tra le forze sociali e politiche». Il testo uscito, ha aggiungto Damiano, è «tra i più avanzati della legislazione
europea. Il punto, ora, è applicare queste leggi».

E proprio per garantire una concreta affermazione del provvedimento, il Governo ha scelto di puntare innanzitutto su prevenzione e formazione, oltre che sul coordinamento dell’attività
di vigilanza, uno dei nodi di maggiore criticità emersi negli ultimi anni.

«Siamo consapevoli che una buona legge non è sufficiente a far cessare l’inaccettabile catena di incidenti e morti sul lavoro – spiegano in una nota il sottosegretario al lavoro,
Antonio Montagnino, e il sottosegretario alla Salute,Gian Paolo Patta – siamo però convinti che questo provvedimento porterà risultati positivi, perché inciderà
sulla diffusione della cultura della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla costruzione di una coscienza collettiva fondata sul rispetto delle regole».

La legge provvede innanzi tutto a garantire la piena tutela contro gli incidenti a tutte le lavoratrici e i lavoratori, compresi quelli a tempo determinato: «flessibili», a
domicilio e a distanza. Ma inserisce nella legislazione anche altri importanti correttivi: la revisione dell’attività di vigilanza; la revisione del sistema delle sanzioni; l’
alleggerimento degli adempimenti di tipo burocratico a carico delle imprese e la rivisitazione delle modalità di attuazione della sorveglianza sanitaria; l’avvio di provvedimenti a
favore della formazione, anche a livello scolastico, per favorire una migliore cultura della sicurezza.

Related Posts
Leave a reply