Gli chef e i manager delle più prestigiose accademie di cucina statunitensi sono in visita in Piemonte dal 28 maggio al 1 giugno per conoscere le eccellenze della nostra enogastronomia e
promuovere un interscambio culturale tra Italia e USA. L’iniziativa, organizzata dalla Scuola di Alta Cucina AlbaBarolo, con il contributo dell’Assessorato regionale
all’Agricoltura, coinvolge venti chef ed esperti di ristorazione provenienti da altrettanti campus americani e consiste in un Educational Tour che tocca Torino, Asti, Alba e le Langhe, il
Monferrato, il Vercellese e il Novarese. Martedì 29 maggio la delegazione è stata accolta dall’assessore all’Agricoltura Mino Taricco presso la sede di corso Stati
Uniti 21 per un incontro istituzionale.

A livello nazionale l’Educational Tour prosegue sino al 9 giugno, grazie all’appoggio del Ministero delle Politiche Agricole e si sviluppa a livello locale grazie al supporto delle
Regioni, tra le quali occupa un posto di assoluto rilievo il Piemonte. Nella nostra regione, la delegazione compie infatti la prima e più significativa tappa, della durata di quattro
giorni.
Il tour fa base ad Alba, per muoversi nell’Astigiano, con tappa al Consorzio per la tutela dell’Asti e alle cantine sotterranee di Canelli; a Torino, oltre all’incontro
istituzionale in Regione, la delegazione visita Eataly, i caffè e i locali storici della città e i siti della Torino olimpica; a Novara la visita è incentrata sulla
produzione del gorgonzola e a Vercelli sulle varietà tipiche del riso italiano. Il tour si conclude giovedì con un suggestivo percorso nelle Langhe sino a Murazzano e ai suoi
caseifici e quindi a Barolo con l’Enoteca regionale.

L’assessore all’Agricoltura Mino Taricco ha dato il benvenuto agli ospiti stranieri, augurando loro di “apprezzare il meglio della nostra terra e dei nostri prodotti nel corso
del tour. Il Piemonte è un territorio estremamente diversificato nelle sue produzioni e nel suo patrimonio paesistico e colturale, dalle classiche colline del vino, alle terre
d’acqua, dalle zone pedemontane dove si producono i formaggi agli allevamenti di carne bovina. Negli anni – ha spiegato l’Assessore, rispondendo anche alle numerose domande
dei manager statunitensi – il nostro territorio ha scelto di difendere la biodiversità, la tipicità, la tutela ambientale, la rigorosa applicazione dei disciplinari
produttivi che garantiscono la certificazione di qualità. Buona parte della nostra produzione è destinata alle esportazioni, trainata dall’eccellenza dei vini, e gli USA
costituiscono per noi un mercato di grande interesse.”

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