Più sicurezza, ma con meno oneri, questo il succo delle misure introdotte con la Finanziaria per il 2008 (legge n° 244 del 24 dicembre 2007) che prevedono uno sconto fiscale per i
commercianti che installano impianti di sorveglianza, misure operative dalla scorsa settimana grazie all’emanazione degli appositi decreti ministeriali.

A poter beneficiare degli sconti saranno molte imprese di panificazione. La Finanziaria, infatti, oltre che per i tabaccai ha esteso il credito d’imposta a tutte le piccole e medie imprese che
svolgono attività di vendita al dettaglio e all’ingrosso e di somministrazione di alimenti e bevande. Unica discriminante il loro fatturato e il numero dei dipendenti: meno di 250 per un
bilancio non superiore ai 250 milioni di euro. Più che scontata quindi la possibilità per le aziende di panificazione di rientrare fra i beneficiari.

Come si legge nel decreto, le spese agevolabili: «devono consistere nell’installazione, nel luogo di esercizio dell’attività, di impianti e attrezzature di sicurezza con le
finalità di prevenire furti, rapine e altri atti illeciti. Tra le spese agevolabili rientrano quelle sostenute per l’installazione di strumenti di pagamento con moneta
elettronica».

Il credito d’imposta concesso è pari all’80 percento delle spese sostenute per l’installazione degli impianti, e comunque non superiore ai 3 mila euro per ciascun beneficiario. Lo sconto
verrà «spalmato» su tre anni, nel periodo d’imposta 2008-2010, e pertanto sarà di mille euro per ciascun anno.

Tutti i panificatori che vorranno avvalersi del beneficio dovranno presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate. Le modalità con cui farlo saranno definite dal direttore
dell’Agenzia, con un provvedimento che sarà emanato entro trenta giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto. Va sottolineato che il credito d’imposta può
essere utilizzato esclusivamente in compensazione in F24 a decorrere dalla data di concessione. Questo, come spiega il decreto, «comporta che l’eventuale eccedenza che non trova capienza
nei versamenti dovuti, a titolo di imposte e contributi, non può essere richiesta a rimborso, ma è utilizzabile in compensazione con i successivi versamenti».