Le api non trovano più i fiori e muoiono

La «Campagna Liberi dai Veleni» lanciata da Apitalia e alla quale hanno aderito tra le più importanti associazioni ambientaliste e no trova ulteriori conferme, e sì
perché i danni provocati dai 2500 agenti chimici riversati nell’ambiente e di cui non si hanno abbastanza informazioni per valutarne a fondo gli effetti sanitari, a fronte degli 88000
prodotti, trovano una ulteriore conferma in uno studio della Virginia University, Stati Uniti, coordinato dal ricercatore Jose Fuentes.

Cosa dice la ricerca? Che le sostanze chimiche cosparse nell’ambiente e che si depositano sui fiori disorientano gli insetti impollinatori e non gli fanno più trovare l’appuntamento con
il loro obiettivo alimentare: nelle aree a più elevato inquinamento è distrutto il 90 per cento dell’aroma dei fiori. E’ anche così che le api muoiono. Entrando più
in dettaglio: sino a 100 anni fa quando gli ambienti naturali erano meno inquinati le molecole di profumo rilasciate dai fiori venivano avvertite dalle api ad una distanza di 1.200 metri. Ora
la distanza è di 200-300 metri. Cosa succede? Durante il loro tragitto naturale le molecole, portate dal vento, sono alterate dallo «smog fotochimico» e le api non sentendo
più l’odore dei fiori non sono più capaci di andare a bottinare. L’odore dei fiori diventa irriconoscibile e le api girano a vuoto e non riescono a portare avanti la loro opera di
impollinazione. Tra gli imputati troviamo l’ozono cattivo, che va a finire anche nei nostri polmoni, gli idrossili e i nitrati.

«Trovano conferma le nostre peggiori convinzioni e ne viene fuori che l’overdose di chimica che ha invaso le città e le campagne sta distruggendo il ciclo riproduttivo della vita
nelle aree agricole, mettendo a rischio la vita animale. Non si tratta solo di valutare la quantità di inquinanti ma anche che le api e gli altri insetti entrano in contatto con nuovi
elementi chimici come ftalati, muschi sintetici, ritardanti di fiamma e chi più ne ha più ne metta che scatenano alterazioni ormonali negative su tutti i sistemi viventi. Le api
non muoiono solo per neonicotinoidi ma a causa dell’intero arsenale chimico non testato» denuncia con forza Massimo Ilari, Direttore Editoriale di Apitalia. E aggiunge. «A proposito
di neonicotinoidi se fanno male alle api fanno male anche agli altri animali e all’uomo. Il mais, ad esempio, che è trattato con queste sostanze è utilizzato per la preparazione
di olio, biscotti, cibi per celiaci e altro. Quindi i danni sono per tutti noi. E’ giunto il momento di vedere il fenomeno in modo globale non di ghettizzarci solo su alcune molecole».

Se vuoi salvare l’ape, l’uomo e l’ambiente firma la petizione liberi dai veleni su www.apitalia.net/it/liberidaiveleni.php

La Campagna è stata promossa da Apitalia, ANAI (Associazione Nazionale Apicoltori Italiani), Verdi per la Pace, Movimento Difesa del Cittadino. Tra gli aderenti segnaliamo il Blog di
Beppe Grillo. La Rivista Aam Terra Nuova, il natural network Green Planet, Eco Radio, Legambiente. La nuova ecologia, Slow Food Legnano, LifeGate, Cooperativa Apicoltori Montani di Matelica,
Associazione ambientalista Ver.gia.ra.

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