Adusbef e Federconsumatori stanno preparando, anche attraverso doverosi contatti con altre associazioni, una manifestazione che si terrà presumibilmente a metà marzo a Roma, oltre
a varie iniziative sul territorio.

Scopo di questa manifestazione non sarà solo quello di denuncia della situazione delle famiglie e della perdita del loro potere di acquisto, ma avrà come obiettivo fondamentale la
presentazione di una serie di proposte da sottoporre al prossimo Governo, chiunque esso sia.
Vogliamo anticipare solo qualche titolo di cose da non fare o da fare, anche perché vi è un confronto ancora aperto per meglio approfondire e precisare tali questioni.

Tra le cose da non fare, ecco alcuni errori che il futuro Governo non dovrà commettere:
– ripetere l’esperienza dello Scudo fiscale del 2001, grande regalo a speculatori e riciclatori di denaro sporco;
– mancare colpevolmente nelle verifiche e nei controlli, così come durante il passaggio Lira/Euro, la cui mancanza ha tolto 70 miliardi di Euro dalle tasche delle famiglie a reddito
fisso, regalandoli ad altri;
– mai più approvare decreti come il famigerato Decreto «Salvacompagnie» del 2003, a favore delle Assicurazioni, contro i clienti vessati da aumenti delle tariffe del
120%;
– non aumentare, come è stato fatto dal 2001, il carico fiscale sui carburanti, per maggiori introiti pari a 7 miliardi di Euro;
– non avere totale accondiscendenza, come avvenuto nei confronti del settore bancario, ricordando che il fenomeno del «risparmio tradito», nei primi anni del 2000, ha coinvolto 850
mila famiglie, per oltre 30 miliardi di Euro;
– mai più definire pesanti Finanziarie, come quella relativa al 2007, di oltre 30 miliardi.

Tra le cose da fare anticipiamo che:
– vorremmo che si continuasse, con ancora maggiore determinazione, sui processi di liberalizzazione del Paese, che, assieme allo strumento delle nuove norme di «class action»,
porteranno benefici ad un mercato il più delle volte poco chiaro, trasparente ed ingannevole;
– una serie di strumentazioni per l’informazione ed il controllo sui prezzi, oltre a precisi interventi di razionalizzazione delle varie filiere produttive, per risparmiare sui costi e quindi
sui prezzi, a partire da quelle agroalimentari e quelle energetiche;
– definire misure economiche che operino attraverso strumenti che abbattano il carico fiscale dei percettori di reddito fisso, lavoratori e pensionati, al fine di riequilibrare il potere di
acquisto manipolato negativamente dal 2002.