Le bollicine patinate di Giampietro Comolli – Bubble’s Italia Magazine n° 7 (Video)

Giampietro Comolli è l’indiscusso Re delle Bollicine… non le produce ma le conosce tutte, italiane e straniere; le beve e le sa riconoscere una a una; ne scrive su Newsfood.com ed è anche il Direttore di Bubble’s Italia Magazine, la rivista di Zanfi Editore su carta patinata dove le bollicine sono protagoniste e occasioni di vetrina per tutto ciò che è bello e prezioso… per il piacere di poter sfogliare pagina dopo pagina, con un calice di bollicine italiane.
Giuseppe Danielli

Bubble’s Italia Magazine No#7

Presentato al 53° Vinitaly  con l’Associazione Città del Vino

Il direttore Giampietro Comolli:
”Sostenibilità viticola fa rima con vivibilità del distretto”

Bellezza, bontà, sicurezza, speranza, vivibilità  rappresentano un quadro reale del nostro futuro, della volontà di produrre, con fiducia e voglia di fare, costruire, lavorare e sostenere il valore dell’impesa, dell’uomo o donna imprenditore.

E’ quella sensazione di vita che la stessa forte crisi economica di 10 anni fa, oramai, anche se ci è stata motivata diversamente, ha in parte cancellato e in parte modificato. La certezza dello sviluppo infinito è crollato. L’onda lunga di un capitalismo sempre in crescita non è più fattibile.

Abbiamo dimenticato i fondamentali, le regole base, l’economia locale, il piacere del gusto vicinale. Resilienza e hipster, tanto per usare banalmente due modi di vita, assumono all’alba dei primi 20 anni del terzo millennio una luce totalmente diversa, più concreta, individuale, soggettiva, privata.

In ogni caso la lungimiranza, la visione, la strategia devono essere concepite in una ottica collettiva, di grande respiro e di geopolitica condivisa. Occorre concentrare gli sforzi, elevare concetti di vita collettivi e abbandonare ogni rivalsa consociativa o lobbistica che non ha portato nulla di buono.

Queste sono le scelte vere di vita economica, senza dimenticare, giustamente, la salubrità, la circolarità di un bene, la vivibilità della persona, la bellezza della vita, la funzione dell’uomo e donna nel mondo, la completezza di esistere senza abbandonare qualche piccolo desiderio soggettivo e privato come del buon cibo e del buon vino. Anche questa è economia circolare e sostenibile, come non sprecare, recuperare, riusare, bere meglio ad un prezzo giusto, amare le osterie, i piatti della nonna.

Da un lato la cucina elevata con una impronta però attenta al sistema, dall’altro lato quella ricetta  che è accessibile a tutti. Accessibilità è sostenibilità. Questo è il succo del No#7 di Bubble’s magazine Italia che esce per Vinitaly 2019.

Per questo il futuro, lo sviluppo, la crescita di ognuno di noi deve essere sempre più orientata – e lo dico ai politici di tutto l’arco che ci leggono – al servizio della persona, ai bisogni reali di ciascuno, a tavola come a scuola, in cucina come allo stadio, al ristorante come al pronto soccorso. Per questo anche Bubble’s crede al sistema delle 5 esse (S), anche il vino e il cibo, devono essere guidati dallo stesso spirito, dallo stesso stile: sicurezza, sussidiarietà, sostenibilità, salubrità, solidarietà .

Il vino è, e deve essere, un prodotto naturale sempre ovunque e il consumo di vino e cibo deve essere sempre più consapevole, come dico da sempre “con misura, con gusto, con onestà”, ovvero il cibo e il vino sono cultura e come tale devono essere “strumenti” anche al sevizio della socialità, convivialità, comunione di intenti.

Certo anche i consorzi di tutela, che sono prima di tutto anche enti economici, devono salvaguardare e curare gli interessi uniti collettivi “dentro” una proprietà intellettuale, dal Pecorino Sardo al Prosecco.

Aggiornare un modus vivendi, concentrando e verticalizzando sforzi singoli che diventano collettivi, vuol dire puntare alla difesa di un sistema agricolo-biologico-ambientale sempre più  in balia di eventi climatici eccessivi, cambi repentini, nuovi malanni, incidenti sulle zonazioni viticole di una volta e sulle regole dei disciplinari di produzione.

Il nuovo clima (atmosferico, economico, salutistico, consumistico) impone urgenze: le aree di produzione dei Do-Ig hanno bisogno di misure e parametri geografici-tecnici conformi al nuovo ambiente, soprattutto in quelle fasce di territori difficili e disagiati dove operano non martiri e missionari ma artisti e co-attori del buono, del sano, del bello, di una sostenibilità e salvaguardia a cui tutti dobbiamo guadare, e dipende il nostro futuro di vivibilità.

La UE deve cambiare registro, unità di misura: meno costi interne e misure differenziate non per filiera o pilastro, ma per tipologia di agricoltore-agricoltura. Spero in una PAC che vada bene all’agroindustriale di tulipani nella fertile pianura d’Olanda e, con altre azioni, al produttore di garofani sulle scogliere della  Liguria. Anche così si dà più valore a chi già mette in pratica la vivibilità di impresa vitivinicola delle 5 esse.

Testo di Giampietro Comolli
in esclusiva per Newsfood.com

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