Le carote viola contrastano diabete, ipertensione ed obesità

Le carote viola contrastano diabete, ipertensione ed obesità

Le carote viola sono verdure di antica origine.

Tipiche della Persia, venivano apprezzate dagli olandesi che, circa 500 anni fa, vollero cambiare il loro colore in onore della dinastia Orange. Tramite incroci, essi crearono così le
“moderne” carote arancioni, che relegarono la varietà originaria ad un ruolo di semi-anonimato.

E’ tuttavia sbagliato trascurare la carote viola. Esse sono in grado di contrastare i danni della cattiva alimentazione, difendendo così da obesità, ipertensione e sindrome
metabolica meglio delle varietà arancioni.

Lo comunica una ricerca dell’University of Southern Queensland e dell’University of Queensland, diretta dalla professoressa Lindsay Brown e pubblicata sul “British Journal of Nutrition”.

Gli studiosi hanno lavorato con alcuni topi da laboratorio, fornendo loro una dieta ricca di carboidrati e grassi. Così, dopo poco gli animali hanno sviluppato pressione alta,
intolleranza al glucosio, e lesioni a cuore e fegato. In seguito, gli studiosi hanno aggiunto a tale regime alimentare, una dose di succo di carote viola. Dopo 2 mesi di tale trattamento,
l’osservazione ha mostrato come i valori alterati fossero tornati nella norma, ed i roditori evidenziassero un miglior stato fisico.

Come fa notare la professoressa Brown, le carote viola contengono antocianine, sostanze antiossidanti che bloccano i radicali liberi e danno loro il colore rosso-viola. Ma offrono anche acido
fenolitico, carotenoidi ed antinfiammatori vari e, a parità di peso, tutto in dosi superiore alla carote arancioni.

Ciò detto, le carote viola non sono una versione vegetale del filtro dell’eterna giovinezza. Infatti, Conclude la Brown, per difendersi da diabete, ipertensione ed obesità devono
essere abbinate ad esercizio fisico e dieta sana.

Fonte: Hemant Poudyal, Sunil Panchal and Lindsay. Brown Comparison of purple carrot juice and β-carotene in a high-carbohydrate, high-fat diet-fed rat model of the metabolic
syndrome. British Journal of Nutrition, Available on CJO 12 Jul 2010 doi:10.1017/S0007114510002308

Matteo Clerici

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