LE NUOVE FRONTIERE PER LA CRESCITA DEL PAESE

LE NUOVE FRONTIERE PER LA CRESCITA DEL PAESE

Date: Thu, 11 Apr 2019
LE NUOVE FRONTIERE PER LA CRESCITA DEL PAESE – Convegno a Palazzo Turati di Milano organizzato da Ubi Banca e da QN-Il Giorno – Europasia informa

 

Convegno a Palazzo Turati di Milano organizzato da Ubi Banca e da QN-Il Giorno

LE NUOVE FRONTIERE PER LA CRESCITA DEL PAESE

Innovazione, Internazionalizzazione, Mercato dei capitali sono le nuove frontiere per la crescita. Il tema, fondamentale per il Paese che si affida all’export in un momento non facile per l’economia globale, è stato trattato in un convegno a Palazzo Turati di Milano organizzato da Ubi Banca e da QN-Il Giorno davanti a un parterre di imprenditori ed operatori economici, tra i quali il presidente di Assoedilizia e di Eurasia Achille Colombo Clerici.

Moderati da Sandro Neri, direttore de Il Giorno, i lavori sono stati introdotti da Letizia Moratti, presidente del Consiglio di Gestione di Ubi Banca e da Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Nazionale e Camera di Commercio Milano Monza Brianza e Lodi. Relatori: Riccardo Tramezzani, responsabile macro area Territorio Ubi Banca Milano ed Emilia Romagna; Massimo Colombo, professore Ordinario nella School of Management Politecnico di Milano; Enrico Del Sole, amministratore delegato Corvalis spa; Renzo Vacondio, amministratore delegato Ceramiche Mo.Ma spa.

Dopo 14 trimestri col segno più il Pil italiano si è inceppato, riducendosi dello 0,1% fra luglio e settembre 2018. Un dato che certifica un trend preoccupante per l’economia italiana e che si aggiunge ad una frenata anche nella crescita dei consumi.

C’è però una voce dell’economia italiana che, anche nelle difficoltà, continua a crescere ad un ritmo invidiabile: l’export. Se si guarda infatti ai dati relativi ai primi 9 mesi del 2018 e si opera un confronto con quelli relativi allo stesso periodo dell’anno precedente, si evidenzia una crescita pari al 3,1%. Certo la crescita del 2017 era stata ben più marcata (+7,6%) ma è bene ricordare che stiamo parlando di incrementi che riguardano cifre già da record.

In effetti dal 2011 in poi – anno in cui con un export da 375,9 miliardi di euro non solo si erano raggiunti i livelli pre-crisi ma si era anche certificato un nuovo record in termini assoluti – il Made in Italy non si è più fermato. E così l’asticella si è alzata anno dopo anno: 390,1 miliardi nel 2012, 390,2 nel 2013, 398,8 nel 2014, 412,2 nel 2015, 417,2 nel 2016 e quasi 450 miliardi di euro lo scorso anno.

foto:

– Sandro Neri con Achille Colombo Clerici

Fonte: Istituto Europa Asia
per Newsfood.com

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