Oggi a Roma, in Confindustria, i principali stakeholder dell’agroalimentare italiano, riuniti nel Board della Piattaforma tecnologica nazionale «Italian Food for Life» hanno
adottato il documento strategico operativo sulle priorità della Piattaforma (Implementation Action Plan), elaborato sotto il coordinamento di Daniele Rossi ( DG Federalimentare),
Chairman della Piattaforma nazionale e di alti esponenti dell’Industria alimentare (Barilla, Granarolo, Ferrero, Illycaffé, Inalca/Cremonini, Saplo/Peroni, Progetto Europa), in
collaborazione con autorevoli rappresentanti anche del mondo della Ricerca pubblica e privata, tra cui in testa l’INRAN, l’ENEA e l’Università di Bologna.

Il documento si struttura in 7 pilastri (Alimenti e salute; Qualità e produzione dei prodotti alimentari; Scienza del consumatore; Sicurezza alimentare; Sostenibilità della
produzione; Gestione della catena alimentare; Comunicazione, formazione e trasferimento tecnologico) che coprono tutte le aree scientifiche e tecnologiche inerenti la nutrizione, la
produzione/trasformazione di alimenti e la distribuzione, con particolare riferimento agli studi diretti ad assicurare e a mantenere viva la fiducia del consumatore nell’Industria alimentare.

Dove sono diretti gli imponenti sforzi da compiere con la ricerca e lo sviluppo? La risposta è proprio «Food for Life», cioè aggiungere vita agli anni e non più
solo anni alla vita!
Ecco le priorità nell’ambito della Ricerca Alimentare:
– studiare il comportamento dei consumatori in modo da far sì che «la scelta più semplice sia anche la più salutare»,
– sviluppare nuovi cibi capaci di migliorare la salute attraverso la prevenzione dei rischi di alcune malattie legate all’età,
– produrre alimenti gustosi e al contempo salutari e compatibili con lo stile di vita del consumatore moderno,
– produrre innovazioni in grado di ridisegnare e ottimizzare i processi di trasformazione e imballaggio degli alimenti, accrescendo la sostenibilità e la competitività
dell’Industria alimentare,
– adottare un approccio integrato alla sicurezza alimentare che consideri l’intera filiera del prodotto,
– determinare la sostenibilità dei diversi sistemi produttivi nel tempo,
– realizzare modelli innovativi di ricambio generazionale, competenze imprenditoriali e pari opportunità.

Presupposto indispensabile nel perseguimento della modernizzazione del nostro sistema produttivo è un crescente stimolo al dialogo e alla collaborazione tra Industria e Ricerca per
elaborare progetti a livello territoriale, nazionale ed europeo, che garantiscano lo sviluppo della nostra Industria alimentare, eccellenza del Made in Italy nel mondo, senza tradire la fiducia
riposta dal consumatore, non più solo italiano, ma cittadino del mondo.

L’Industria Alimentare e la Ricerca
Aumentare la competitività nella filiera e vincere la sfide della globalizzazione sono gli obiettivi che oggi si trovano a fronteggiare le nostre imprese alimentari, spesso troppo
piccole e familiari. Come? Attraverso la creazione di valore, la ricerca, l’innovazione e il trasferimento di nuove tecnologie alle PMI.

Nel 2007 l’Industria alimentare italiana si è confermata, con 113 miliardi di euro di fatturato, 6.500 aziende sopra i 9 addetti e 400.000 occupati la seconda industria manifatturiera
nazionale, subito dopo il settore metalmeccanico. Esporta quasi 18 miliardi di euro e i mercati del mondo sono il futuro. Insieme ad Agricoltura, Indotto e Distribuzione, l’Industria alimentare
è al centro della prima filiera economica del Paese. Inoltre acquista e trasforma il 70% delle materie prime agricole ed è universalmente riconosciuta come ambasciatrice del Made
in Italy nel mondo, dal momento che quasi l’80% dell’export agroalimentare italiano è rappresentato da prodotti industriali di marca.

Le aziende alimentari fanno continuamente innovazione di prodotto, di processo, di distribuzione e di organizzazione attraverso i responsabili della qualità, i responsabili della
sicurezza, i responsabili commerciali, i responsabili della produzione, coloro che selezionano le materie prime o che siedono in laboratorio, coloro che seguono il processo fino al prodotto
finito. L’Industria Alimentare Italiana investe infatti ogni anno in sicurezza, qualità e ricerca il 2,4% del proprio fatturato (oltre 2,7 miliardi di euro)