Le sfide dell’Italia all’Ue per il futuro delle politiche agricole

Le sfide dell’Italia all’Ue per il futuro delle politiche agricole

Brno – Queste i due grandi interrogativi posti dall’Ue e le risposte dell’Italia sulle sfide future per la politica agricola comune (Pac).

  1. In futuro cosa devono remunerare gli aiuti agricoli europei?

    • Al centro della politica agricola, secondo l’Italia, deve essere messo l’agricoltore, come soggetto economico e produttore di beni agricoli;
    • Gli aiuti Ue dovranno integrare il reddito dei produttori agricoli prima ancora di essere remunerazione per i servizi pubblici che l’agricoltore rende alla comunità;
    • L’integrazione del reddito con gli aiuti è giustificata dai costi aggiuntivi imposti dall’Ue tramite la normativa europea per il settore che è la  più rigida
      al mondo in materia di sicurezza sanitaria, tutela ambientale e benessere degli animali. 
  2. Come fronteggiare i mercati in caso di crisi?

    • L’Italia dice nò a riedizioni di vecchi strumenti di gestione della Pac, come gli acquisti all’intervento pubblico, che altri partner (ad esempio la Francia, ndr) propongono
      sotto forma di rete di sicurezza. Prodotti, come burro, polvere di latte, grano tenero, che non interessano direttamente la produzione italiana;
    • Sì invece, sostiene l’Italia, a nuovi strumenti flessibili di reazione al mercato per sostenere i redditi agricoli in caso di crisi congiunturale o di un settore specifico;
    • Riflettere, ad esempio, sulla possibilità di rendere mobile una piccola parte degli aiuti Ue, slegandoli dalla produzione agricola che sarebbe utilizzata secondo gli andamenti
      congiunturali dei vari settori.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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