La Lega Cooperative segnala il
gravissimo stato di crisi in cui versa il settore dell’olivicoltura della Regione Calabria, in conseguenza delle gravi inadempienze dell’Amministrazione Pubblica in materia di erogazione, ai
produttori, legittimi beneficiari, degli aiuti comunitari nel settore olio di oliva (nell’ambito della liquidazione della domanda unica 2006).
In questo contesto, a distanza di oltre un anno dall’entrata in vigore della riforma della PAC nello specifico settore, appaiono inspiegabili le gravi carenze ed omissioni dell’Amministrazione
Pubblica nazionale (in particolare dell’AGEA – Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) che a tutt’oggi, con gravi omissioni nell’attribuzione dei diritti vantati dagli olivicoltori calabresi
nel periodo di riferimento, ha impedito e continua ad impedire una corretta erogazione degli aiuti comunitari legittimamente vantati.
Il tutto, in una situazione che sta aggravando il già grave stato dell’economia olivicola dell’area produttiva, costringendo i produttori a rivolgersi ad Istituti bancari, per chiedere
onerosi prestiti (con richieste che nella maggior parte dei casi vengono peraltro rifiutate), onde consentire agli stessi di poter assicurare un minimo di sicurezza economica per la propria
famiglia e per la propria azienda agricola, in uno scenario che purtroppo non autorizza all’ottimismo sul “come e quando verranno erogati gli aiuti in questione”.
Per questo grave stato di crisi che si è venuto a creare ed al fine di evitare ulteriori danni e penalizzazioni ad una popolazione già profondamente provata, si sollecitano l’AGEA
(Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura) e la Regione Calabria affinché ciascuno per le proprie competenze, vogliano adoperarsi con sollecitudine per una pronta e positiva soluzione
della situazione, affinché venga tempestivamente assicurata l’immediata erogazione delle spettanze effettivamente dovute ed una definitiva soluzione dei diritti dovuti agli olivicoltori
calabresi, derivati da una corretta assegnazione dei titoli maturati nel periodo di riferimento 1999/2002; il tutto senza che si vengano a creare ulteriori penalizzazioni agli agricoltori
calabresi (con assurde ed immotivate richieste di incrementi di quote di terreni ed altro).

Fonte: www.ancalega.coop