«Gli sviluppi dell’inchiesta sulla Calcestruzzi confermano ancora una volta la gravità della situazione e la pericolosità delle conseguenze che una gestione criminale del
ciclo del cemento può portare non solo in Sicilia ma su tutto il territorio nazionale, una preoccupazione peraltro ribadita anche dall’ultima relazione della Direzione Nazionale
Antimafia ».

Così Legambiente in una nota commenta il sequestro dell’ospedale di Caltanissetta e di una galleria della Palermo-Messina avvenuti nell’ambito dell’inchiesta della Direzione distrettuale
antimafia sulla Calcestruzzi Spa.

«E’ necessario – continua Legambiente – che la politica regionale, soprattutto in vista delle prossime elezioni amministrative, prenda una posizione chiara sul rapporto spesso ambiguo tra
imprese ed organizzazioni criminali soprattutto per quanto riguarda il flusso dei finanziamenti per opere pubbliche e la promozione dello sviluppo. I candidati a governare la Regione si
confrontino apertamente sul problema e si facciano garanti della legalità visto che numerose inchieste dimostrano come il denaro destinato alla crescita in Sicilia finisca con
l’alimentare circuiti illegali lasciando la regione arretrata nonostante le ingenti risorse finanziarie spese negli anni».