Firenze – Il governo l’ha impugnata in diversi punti, ma in attesa della sentenza della Corte Costituzionale è legge a tutti gli effetti e il governo regionale intende creare
tutte le condizioni perché possa essere applicata nel migliore dei modi, in particolare nelle parti più strettamente collegate agli adempimenti relativi alla sicurezza sul posto
di lavoro.

È questo l’impegno assunto in relazione alla legge regionale sugli appalti dal vicepresidente della Regione Toscana Federico Gelli, intervenendo questa mattina al convegno “Sicurezza e
legalità, infortuni in edilizia” organizzato dalla Cgil a Grosseto. «La materia è complessa e siamo tutti consapevoli che non mancheranno le difficoltà per dare piena
attuazione a una normativa che ritengo all’avanguardia, con scelte molto forti e coraggiose proprio per gli aspetti relativi alla tutela del lavoro, alla sua regolarità e sicurezza – ha
spiegato Gelli – E proprio per la priorità che il governo regionale si è dato sulla sicurezza del lavoro ritengo che debba essere fatto uno sforzo straordinario per far funzionare
una legge che, indubbiamente, richiede un cambiamento anche faticoso nei comportamenti sia degli enti pubblici che delle imprese private. Per questo assicuriamo il massimo impegno sulla strada
che abbiamo percorso fin dall’inizio, quella della concertazioni con tutti i soggetti interessati, dagli enti locali alle organizzazioni sindacali e degli imprenditori».

La legge sugli appalti, sottolinea ancora Gelli, è pienamente in vigore dallo scorso 17 settembre, senza che il ricorso del governo ai giudici costituzionali abbia avuto su di essa alcun
effetto diretto. Per sospenderla, in tutto o in parte, sarebbe necessaria una nuova legge, che dovrebbe partire da zero, cancellando tutto il lavoro fatto fino a questo momento.
«Un’ipotesi che non credo si possa prendere in considerazione, non fosse altro che per l’urgenza che ci impongono le notizie quotidiane di incidenti anche mortali sul lavoro – ricorda
ancora il vicepresidente – Ma anche un’ipotesi che, mi pare, può essere scartata in nome del buon senso, guardando alle norme che sono state oggetto del ricorso alla Consulta. In pratica
se si escludono quelle che rimandano a provvedimenti facoltativi, per cui dunque sarà possibile aspettare, e quelle che per essere attuate esigono l’approvazione di regolamenti e linee
guida, su cui potremo e dovremo discutere tutti insieme, rimane solo la normativa sul subappalto. Che è effettivamente di assoluta importanza, anche per tutto quanto riguarda la
sicurezza sul lavoro, ma su cui già nelle prossime settimane conosceremo l’orientamento della Corte costituzionale».

Il 23 ottobre, infatti, i giudici si pronunceranno sul ricorso presentato a suo tempo dalle regioni, Toscana compresa, sul Codice degli appalti. “Il giudizio – conclude Gelli –
riguarderà anche la materia del subappalto e anticiperà almeno di un anno e mezzo l’orientamento della Corte sulla nostra legge. Da quella data, insomma, tutto sarà
più chiaro».

Paolo Ciampi