Date: Wed, 9 May 2018
Subject: Aldo Moro, 40 anni dalla morte. Convegno AIKAL  “L’eredita’ morale di Aldo Moro, nel quarantennale della morte”  a Venezia – Saluto di Achille Colombo Clerici – 9 maggio 2018

IL SALUTO DI ACHILLE COLOMBO CLERICI

AL SEMINARIO SULL’EREDITA’ POLITICA DI ALDO MORO

“Ricordo commosso la stima, non oso dire l’amicizia, che mi legava allo statista, cementata dagli incontri in vacanza a Bellamonte, una delle località più suggestive della Val di Fiemme nel Trentino; dove, in occasione del centennale della nascita, è stata intitolata ad Aldo Moro la sala conferenze del Centro Servizi alla presenza della figlia Maria Fida”.

Comincia così il saluto di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia e dell’Istituto Europa Asia, al seminario di studio organizzato da AIKAL-Associazione Internazionale Cultura Ambientale e Lavoro solidale,  Democrazia Cristiana, Veneto Pensa, ALEF-Associazione Liberi e Forti a Mestre, in occasione del 40° anniversario dell’assassinio di Aldo Moro.

Colombo Clerici così prosegue: “In circostanze ancora non completamente  chiarite, il 9 maggio 1978 le Brigate Rosse stroncarono il progetto di una democrazia del dialogo  che disturbava i potenti dell’epoca, in occidente come oltre la Cortina di Ferro, e che – pur senza la drammaticità di quei tempi – ripropone anche in questi giorni la necessità di una politica di integrazione e di dialogo tra frange opposte della politica italiana per creare una sinergia comune al servizio del Paese.

Aldo Moro

“E’ doveroso rendere omaggio al sacrificio di Moro, che tuttora  inorridisce per la violenza umana.  Ma ancor più va accolto il suo messaggio politico di concerto, di collaborazione e comunicazione, di reciproco riconoscimento, pur nel rispetto delle proprie identità. Moro era un uomo forte, sostenuto da una profonda fede religiosa, come ho avuto occasione di ammirare quando assistevamo assieme alla Santa Messa nella chiesetta di Bellamonte.  E quanto mai attuale è anche la sua visione della politica, intesa quale strumento per il progresso civile e non solo quale mezzo di affermazione personale.

“Auspico perciò – conclude Colombo Clerici – che dalle commemorazioni del massimo  sacrificio, quello della vita, dall’ideale della vera politica che ispirava la sua azione, giunga alto e forte il messaggio di Aldo Moro,  che guardava al futuro delle nuove generazioni e non alle immanenti scadenze della politica. Questo il suo lascito, oggi più che mai attuale.”