Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e ministro dell’Economia, Giulio Tremonti

Lettera aperta al Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, e ministro dell’Economia, Giulio Tremonti

Ill. mo Presidente del Consiglio – Ill. ministro dell’Economia

Qualche giorno fa, nel mio studio, e’ venuto l’ennesimo cliente sconvolto. Era andato in banca per pagare gli stipendi dei propri dipendenti (sedici) ed aveva trovato il conto bloccato per un
pignoramento Equitalia  nelle forme dell’art.72 bis del DPR 602/1973, pignoramento che non gli era stato notificato. La banca aveva approfittato dell’occasione per comunicargli che gli
negava l’accensione di un mutuo anche se gia’ concordato.

Il mio cliente era ovviamente disperato e si sentiva cosi’ in colpa da considerarsi degno delle peggiori punizioni, apprestandosi quindi a dire addio alla propria attivita’ lavorativa. Per
rincuorarlo gli ho raccontato a mo’ di favoletta uno scampolo di storia tratto dal ‘Mercante di Venezia‘ e riadattato in semplicita’: un mercante
veneziano perde tutto, nave e carico, a causa  di una tempesta. Il suo finanziatore lo trascina davanti al giudice veneziano per l’adempimento del contratto e della clausola di garanzia che
prevedeva l’asportazione di un pezzo di carne viva dal petto del disgraziato debitore. Porzia, nei panni del giudice, cosi’ sancisce: “Incidi pure, ma il contratto non parla ne’ di una goccia di
sangue ne’ di un lembo di pelle. Ed alla prima goccia di sangue che il tuo debitore versera’ ti faro’ arrestare per tentato omicidio di un cittadino veneziano”.

Bella questa conclusione? Perche’ nessuno puo’ essere ucciso per i suoi debiti, o reso  schiavo o vessato, o affamato, e bello anche  quel “cittadino veneziano”. Come ci farebbe piacere
sapere che lo Stato e’ orgoglioso di noi, di ciascuna delle persone che vivono ed operano nel nostro territorio, tanto da proteggerlo da ogni abuso, da chiunque commesso sul proprio suolo.

Ricordate “La misericordia si addice al re piu’ della corona“, la misericordia  che da benevola condiscendenza puo’ essere interpretata oggi come
fratellanza pacifica.

Avete mai letto quanto contenuto nel sito Equitalia? C’e’ un articolo  sull’ordinanza della Corte Costituzionale che ritiene non fondata la questione di legittimita’ costituzione dell’art.
72 bis. Equitalia mi sembra che dimentica spesso  che e’ il diritto il giusto mezzo, e che la giustizia non concede mai a nessuno di comportarsi da vincitore in battaglia. La Corte 
Costituzionale assicura  la fondatezza della legittimita’ dell’articolo in questione perche’ -specifica- il pignoramento esattoriale come qualsiasi altro pignoramento va sempre notificato al
debitore e questo permette al soggetto debole di provvedere alla verifica di quanto gli viene richiesto, al pagamento o all’opposizione.

E’ vero: non e’ permessa l’opposizione ai sensi degli art. 615 e 617 cpc per i ruoli esattoriali con particolare riferimento ai difetti di notifica  degli atti esecutivi. Ma un conto sono i
ruoli esattoriali e un conto sono gli altri crediti non esattoriali che Equitalia continua a trattare come tali. Un conto e’ il difetto di notifica ed altro e’ l’inesistenza della notifica. La
norma non puo’ essere utilizzata forzatamente come una mannaia del boia, neppure per garantire i crediti dello Stato. Leggevo in questi giorni che Lei, ministro Tremonti, ribadisce la necessita’
della riduzione delle aliquote anche come  mezzo per ridurre l’evasione fiscale. Bene. Mi domando: un’esecuzione  come quella descritta non fa altrettanti danni ai contribuenti ed allo
Stato?

Volete altri esempi?
Tizio (sono fatti accaduti e vincolati dal segreto professionale) chiude la sua impresa nel 1998, nel 2009 gli viene comunicata l’avvenuta trascrizione ipotecaria sulla sua casa per omesso
pagamento dell’Iva del 2001.

Ancora?
Tizio paga a suo tempo il condono in una rata unica stralciando dalle voci che gli comunica Equitalia quella che non poteva essergli richiesta perche’ opposta e su cui pendeva un provvedimento
del giudice adito. Comunica con lettera raccomandata ad Equitalia la sua scelta. Nel 2009 gli viene notificato fermo amministrativo dell’auto per gli importi condonati perche’ Equitalia ha
ritenuto acconto il versamento effettuato in unica rata e non essendo stata versata la seconda rata (che’ il contribuente riteneva non dovuta) ha considerato  il debitore decaduto dal
beneficio del condono e quanto versato mero acconto.

Inoltre, per descrivere l’uso che Equitalia fa dell’istituto della rateizzazione ci vorrebbe molto piu’ di una semplice lettera.

Per questo non disturbo oltre, ma se ci fosse bisogno di altri esempi sono a disposizione.
Ogni giorno -noi avvocati e cittadini contribuenti- scopriamo un modo nuovo di interpretare la legge che porta il marchio Equitalia.

E cosi’ vogliate perdonare quello che non e’ un semplice sfogo, ma l’amara considerazione che questo Paese -che vanta una storia e una tradizione di giuristi di grande intelletto ed umanita’, dai
pretori romani ai Beccarla, dai Calamandrei ai giuslavoristi di qualche decennio fa- ora si impiglia nella rete dell’utile ad ogni costo ed a scapito dei diritti dei cittadini.
Con ossequio

Avv. Isabella Cusanno, legale Aduc

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