Roma, 3 Luglio 2007 – Un polo di ricerca ambientale e tecnologica in Medio Oriente per studiare il territorio del Golfo, il mare, l’aria, il clima. Per risolvere problemi di
desertificazione, contaminazione delle acque, smaltimento dei rifiuti, trasporti inquinanti. E per promuovere lo sviluppo sostenibile creando preziose opportunità per l’industria
italiana. Ecco che cos’è Gemm, il nuovo progetto lanciato dal Comitato Ev-K2-Cnr insieme a una cordata di aziende italiane.

‘Gemm’ sta per Gulf Environmental Monitoring and Management. E’ un progetto di monitoraggio e ricerca ambientale che coinvolge scienziati internazionali e strutture locali in attività
legate ai problemi ambientali rilevati sul territorio. Ma è anche un’opportunità industriale e commerciale per le aziende italiane che operano nel settore ambientale e che
vogliono entrare nell’area del Golfo Persico.

Un territorio fortemente provato dalla Prima Guerra del Golfo, ma nello stesso tempo ricchissimo di petrolio. Un’area che ha intrapreso un rapido sviluppo e che sbircia con interesse alla
sostenibilità sia ambientale che economica. Per seguire questa strada ha scelto di affidarsi a un partner italiano con competenze uniche nei campi del monitoraggio climatico, della
ricerca scientifica e della cooperazione internazionale: il Comitato Ev-K2-Cnr.

“Il Comitato ha una fortissima esperienza nel campo del monitoraggio integrato”, spiega Luca Listo, responsabile del progetto Gemm. “Da vent’anni, infatti, svolge ricerche scientifiche a 360
gradi su aria, acqua e territorio dell’Himalaya-Karakorum. E’ una competenza preziosa, che insieme alla capacità di organizzare la ricerca, coordinando studiosi di diversi istituti, vale
la pena di esportare in nuovi territori come il Golfo Persico”.

Il Golfo è un mercato ricco di opportunità per il “Sistema Italia”. Ecco perché il Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema ha istituito, meno di un anno fa, il “Tavolo
del Golfo”, al quale il Consiglio Nazionale delle Ricerche e il Comitato Ev-K2-Cnr hanno aderito, aprendo un gruppo di lavoro specifico sull’ambiente da cui è nato Gemm.
“Uno degli obiettivi fondamentali del Cnr”, spiega Giuseppe Cavarretta, direttore del Dipartimento Terra e Ambiente del Cnr, “è creare valore attraverso la ricerca scientifica, e
l’ambiente è una delle nostre priorità. Il progetto Gemm, oltre a rispondere perfettamente a queste due prerogative, rappresenta un’iniziativa di importanza fondamentale per il
ruolo italiano nello scenario scientifico internazionale”.

Sotto l’egida del Cnr, il Comitato sta coordinando una serie di progetti scientifici di ricerca ambientale in collaborazione con istituti di ricerca e aziende italiane e del Golfo. Ricerche che
avranno ricadute in termini di trasferimento di tecnologie e di competenze a beneficio delle aziende, degli enti scientifici e delle popolazioni locali.
“Abbiamo già condiviso una dozzina di progetti di ricerca con i colleghi del Kuwait Institute for Scientific Research”, spiega Riccardo De Bernardi, coordinatore scientifico del progetto
Gemm, “e stiamo ora predisponendo in dettaglio i programmi di lavoro, che saranno condotti congiuntamente tra ricercatori italiani e kuwaitiani. Stiamo anche cercando di coinvolgere gli altri
paesi del Golfo, per ampliare gli aspetti progettuali sia in termini di nuove tematiche sia in termini di partecipazione alle necessità di ricerca già condivise tra Italia e
Kuwait”.

I direttori degli istituti di ricerca del Cnr hanno risposto numerosi e con grande puntualità alla proposta di Gemm, a cominciare da Roberto Passino dell’Istituto di ricerca sulle acque
(Irsa), Ivo Allegrini dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia), Franco Prodi dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del Clima (Isac). Ma sono coinvolti anche l’Istituto di scienze
marine (Ismar), l’Istituto per lo studio degli ecosistemi (Ise), l’Istituto per l’ambiente marino costiero (Iamc), l’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa), l’Istituto di
biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf), l’Istituto di metodologie chimiche (Imc), l’Istituto di chimica inorganica e delle superfici (Icis), l’Istituto di studi sui sistemi intelligenti
per l’automazione (Issia).

“Le criticità ambientali rilevate nel Golfo sono enormi in tutti i settori”, prosegue De Bernardi, “e vanno dalla tossicità delle acque marine allo smaltimento dei rifiuti, dalla
bonifica di terreni inquinati, soprattutto da prodotti petroliferi, all’inquinamento dell’aria causato dai trasporti e dalle raffinerie. Oltre alla ricerca, sarà preziosissimo il
supporto del mondo industriale per le operazioni di soluzione a questi problemi e per l’avvio di opere di bonifica e di interventi di risanamento da condurre congiuntamente da aziende italiane
e kuwaitiane”.

L’iniziativa italiana non tratta solo di scienza, ma si allarga alla formazione, alla tecnologia e all’impresa a tuttotondo. Ecco perché Gemm ha dato vita a “Gemm Trust”, un’associazione
di aziende italiane che si occupano di energia, rifiuti, monitoraggio, bonifiche ambientali, prodotti e servizi agroalimentari e che sono interessate a sbarcare nel Golfo. Tra i capofila,
troviamo Actelios e Falck Renewables Italia, entrambe società del Gruppo Falck. E poi il consorzio Environment Park di Torino, la Gallo Costruzioni, la C. Engeneering del gruppo
d’Appollonia, l’Ireos, la Scarpellini. Ma l’elenco è lungo.

“Bisogna creare un gruppo di aziende che operano nei settori legati all’ambiente”, spiega Listo, “e coordinare la loro entrata su un mercato estero, complesso e ricco, come quello del Golfo
Persico. Per evitare perdite legate a piccole concorrenze individuali, massimizzando l’efficacia, il guadagno e l’immagine del Sistema Italia”.
Per creare un ‘trait d’union’ tra le due anime del progetto Gemm – la scienza e l’impresa – il Comitato Ev-K2-Cnr sta lavorando per la promozione di un Parco tecnologico ambientale. “E’
un’iniziativa che consentirà un dialogo snello e veloce”, prosegue Listo, “tra la ricerca scientifica e la sua applicazione nel mondo imprenditoriale, con un notevole risparmio di tempi
e di costi per le imprese. Darà anche un importante slancio all’innovazione tecnologica e sostenibile a livello internazionale”.
Il Parco, però, è un’iniziativa ancora in fase di progettazione. “I prossimi passi”, conclude Listo, “saranno una missione negli altri paesi del Golfo appartenenti al Gulf
Cooperation Council (Qatar, Bharain, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman) e nello Yemen per condividere il programma scientifico del progetto Gemm, e una campagna di reclutamento per le
aziende italiane che vogliono entrare a far parte della cordata di Gemm Trust”.

Tra le iniziative programmate per i prossimi mesi, c’è anche una Conferenza internazionale sulla sostenibilità ambientale, da tenersi nel 2008, alla quale saranno invitati a
partecipare tutti i grandi dell’ambiente a livello globale, partendo dall’Unep (United nations environmental programme).

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