L’extravergine italiano riparte con la chiarezza del 916: olio con la Carta d’Identità

L’extravergine italiano riparte con la chiarezza del 916: olio con la Carta d’Identità

Milano, 16 gennaio 2015

Quest’anno non è facile trovare del buon olio extravergine di oliva. Anche chi, in genere andava direttamente dall’amico produttore o nel piccolo frantoio, oggi ha difficoltà a reperire la scorta di buon olio per l’annata. E quello che trova non è certamente all’altezza della solità qualità. La colpa è della mosca olearia e del tempo che nel 2014 è stato decisamente inclemente.

Per affrontare situazioni come questa, e per evitare spiacevoli ulteriori sorprese, finalmente c’è il progetto Extravergine 916: solo ed esclusivamente oli con la Carta d’Identità.

E’ da tempo che Newsfood.com si occupa di tracciabilità, di buona etichettatura e vorremmo che anche le normative fossero più chiare a tutela della salute dei consumatori, più che degli interessi delle lobby …

– (vedi: Normativa Alimentare e Consumatori)
Gazzetta Normativa Alimentare Web

Giuseppe Danielli
Newsfood.com

Extravergine 916 black

 

Ecco l’intervista:

– Perché “L’Extravergine 916”? E quali sono gli obiettivi che questa innovativa realtà del mondo dell’olio si prefigge?
L’extravergine 916 nasce per promuovere la cultura dell’olio extra vergine di oliva, troppo spesso percepito come un prodotto indifferenziato. In Italia esistono più di 500 varietà di cultivar e di oli extra vergini diversi, con sapori variegati dai più leggeri ai più piccanti, e con una storia e un territorio specifico alle spalle.
L’olio è un prodotto antico e complesso come il vino: eppure ancora tante persone, che con piacere assaggiano vini provenienti da parti diverse d’Italia e del mondo, cercando di abbinarlo ai pasti e alle occasioni d’uso giuste e di sapere il  vitigno utilizzato, consumano poche tipologie di olio extra vergine di oliva, magari proveniente sempre dallo stesso territorio o dalla stessa azienda.
Extravergine 916 nasce con tre grandi obiettivi: portare e promuovere la varietà, la nostra selezione di oli extra vergini di oliva è formata da oli provenienti da regioni diverse, con caratteristiche organolettiche diverse, e provengono da olive “diverse”. Alcuni sono degli extra vergini in purezza, come Sontuoso, che è un extravergine 100% Peranzana, e Taggiasco, che introdurremo nelle prossime settimane, altri sono dei blend, come, ad esempio, il Sabina DOP.
Il secondo obiettivo è garantire la tracciabilità end to end, dal moggio alla tavola. Uno dei motivi alla base dalla difficoltà di sperimentazione che hanno alcuni consumatori in relazione all’olio extra vergine di oliva, secondo noi,  è anche la mancanza di fiducia nel settore, la paura del rischio di frodi, l’esigenza di “conoscere” il contadino o il frantoio dal quale si compra il prodotto.
Per questo Extravergine 916 vende solo ed esclusivamente oli extravergini che sono dotati di carta d’identità: la carta d’identità, attraverso un codice univoco, permette di dare al consumatore tutta una serie di informazioni sul prodotto che sta consumando.
I risultati delle analisi chimiche e del panel test, la localizzazione esatta del terreno in cui sono coltivati gli ulivi dai quali provengono le olive utilizzate, i metodi di coltivazione utilizzati, la composizione del blend in termini di varietà di cultivar, sono tutte informazioni che possono essere facilmente consultate attraverso la carta d’identità direttamente su internet e che Extravergine 916 mette a disposizione dei suoi clienti.
– Quali sono i criteri e le modalità di selezione degli oli e frantoi scelti dopo il primo periodo di start-up?
I criteri utilizzati nella selezione dei frantoi ruotano intorno ai nostri due principali obiettivi: varietà e tracciabilità.
Il principale criterio è la qualità e il gusto del prodotto, garantito attraverso la collaborazione con assaggiatori professionisti. Scegliamo solo oli con un livello di acidità molto più basso rispetto a quello consentito dalla legge: secondo la legislazione europea un olio per dirsi “extravergine” deve avere un’acidità inferiore allo 0,8%, l’acidità dei nostri oli non supera mai lo 0,3% – 0,4%.
Scegliamo oli provenienti da olive che vengono coltivate nella stessa regione in cui sono imbottigliate, per cui il nostro olio “Colli Marini” è fatto con olive coltivate in Toscana e non è uno dei tanti “Imbottigliato in”.
Per quanto riguarda i frantoi, richiediamo all’azienda una serie di certificazioni e la possibilità di dotarsi della “Carta d’identità”. La Carta d’identità non la rilasciamo noi, ma un organismo super-partes, che richiede alcune analisi specifiche, che non tutti abitualmente fanno.
– I vostri oli hanno tutti uno specifico CDIF OEVO, ovvero la propria carta di identità del frantoio, ci può spiegare cosa racconta questo documento?
La carta d’identità racconta la storia del frantoio e dell’olio extravergine dall’oliveto fino all’utilizzo in cucina, ripercorrendone le fasi salienti relative alla coltivazione e alla raccolta delle olive, frangitura e stoccaggio. Innanzitutto, contiene informazioni riguardanti l’oliveto di provenienza: una cartina con la localizzazione esatta dell’uliveto dove vengono coltivate le olive, la composizione del terreno, il metodo di coltivazione, il sistema di coltivazione e, ovviamente, l’azienda agricola.
(esempio Sabina dop)916 sabina

Per quanto riguarda le olive, è inserita l’esatta composizione del blend ovvero le tipologie di olive utilizzate e le relative percentuali, il grado di maturazione delle olive al momento della raccolta e la resa media.
Conoscere le diverse varietà è molto importante per iniziare ad apprezzare i diversi gusti degli oli extra-vergini e comprenderne la provenienza: il nostro olio siciliano è principalmente estratto dalla varietà Nocellara del Belice, quello calabrese con la varietà “Dolce di Rossano”, il nostro umbro è un Moraiolo in purezza.
Vi sono poi una serie di informazioni riguardanti la raccolta, ovvero il periodo di raccolta, il metodo di raccolta e il tempo medio che intercorre tra la raccolta e la frangitura. Quest’ultimo è importantissimo ai fini della qualità del prodotto finito e deve essere molto breve perché se le olive rimangono ammassate per troppo tempo iniziano a marcire e a fermentare.
Successivamente ci sono le informazioni riguardanti il frantoio, l’azienda, il metodo di produzione, di estrazione e il sistema di stoccaggio.
Infine arriviamo all’olio extra vergine di oliva, la carta d’identità contiene i principali risultati delle analisi chimiche effettuate sul prodotto finito ovvero l’acidità, il numero di perossidi, i test K232, K270 e Delta K e l’analisi delle cere.
L’acidità è uno dei principali indicatori di qualità e di purezza del prodotto, il numero di perossidi dà informazioni riguardo lo stato di conservazione e di freschezza dell’olio, mentre i test K e l’analisi delle cere hanno l’obiettivo di verificare che non vi siano state aggiunte fraudolente di oli raffinati.
Infine, vi sono i risultati del panel test e le mediane del fruttato, amaro e piccante identificate dagli assaggiatori professionisti nonché i suggerimenti per l’utilizzo in cucina.

sabina-dop– Puntate molto sulla versatilità degli oli e sulle diverse caratteristiche organolettiche di ognuno di esso. Che ruolo hanno nella divulgazione di questi concetti gli chef?
Extravergine 916 e gli Chef hanno tantissimi elementi in comune: la ricerca dell’eccellenza, la voglia di sperimentare, di conoscere e di raccontare, di rendere divertente e arricchente l’esperienza del cibo, restituendo a ogni ingrediente la sua storia.
Gli chef sanno quanto la qualità dei vari ingredienti che utilizzano per le loro creazioni possa fare la differenza nel piatto finale e quanto sia  importante conoscere la storia di ogni elemento che arriva sulla nostra tavola, condividono la nostra passione per il cibo di qualità e per l’innovazione.
Gli chef rivestono vari ruoli: abbiamo organizzato un panel di chef per definire gli abbinamenti da consigliare per i nostri oli, li stiamo coinvolgendo per la definizione di ricette innovative dove l’olio extra vergine di oliva è protagonista e stanno diventando nostri “ambasciatori”, molti di loro sono sensibili come noi ai temi della tracciabilità e della provenienza.
Raccontare ai clienti con quale tipo di olio extra vergine di oliva è stato preparata una pietanza, proporre l’esperienza sensoriale di assaggio dei diversi oli, aggiungere un pizzico di storia è fondamentale per stimolare la voglia di provare, di sperimentare e entrare nel mondo dell’olio extra vergine di qualità.

– E proprio per rendere sempre più produttiva la sinergia con gli chef, da pochissimo avete lanciato Experience 916, cos’è e qual è la loro risposta?
Experience 916 è un progetto che stiamo proponendo agli chef e ai ristoranti che, come noi, credono che sia giunto il momento di fare un vero salto di qualità nel mondo degli oli extra vergini di oliva.
Vogliamo supportare il ristorante a diventare un esperto d’olio extra vergine e di essere in grado di promuovere e divulgare la cultura del prodotto.
Il progetto include l’ideazione di ricette a base di EVO firmate da chef famosi, la preparazione di assaggi e piatti unici attraverso i quali degustare e comprendere le differenze tra i vari oli, l’organizzazione di percorsi sensoriali di assaggio, la creazione di una “Carta degli Oli” e la formazione di “Sommelier dell’olio” che possa consigliare gli abbinamenti cibo/olio nei casi in cui sia il cliente a condire il piatto e la partecipazione e il coinvolgimento in tante altre idee e avventure.
Experience 916 è ancora in fase di lancio ma stiamo riscontrando tanto interesse, curiosità e voglia di aderire e di essere parte di questo progetto.

Festa dell'Olio a San Quirico d'Orcia

Festa dell’Olio a San Quirico d’Orcia

916 FBE srl

Via Correggio 48, ang. Via Privata Conconi 1
20149 Milano
www.extravergine916.com

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Qui il comunicato stampa ufficiale
COMUNICATO STAMPA

“L’EXTRAVERGINE 916”
La selezione dei migliori oli italiani al servizio della grande cucina.
Un approccio moderno all’extravergine, anche i  grandi Chef  condividono la filosofia degli oli con la carta d’identità.

916 è il peso specifico dell’olio extravergine d’oliva, e da qui nasce “L’Extravergine 916”, una nuova realtà altamente innovativa che fa della varietà e della tracciabilità i suoi valori identitari.
Avvalendosi della collaborazione con Asso.Frant.o.i, Associazione Frantoi Oleari Italiani, diramazione ufficiale di Confagricoltura, L’Extravergine 916 ha come obiettivi primari la selezione dei migliori oli extravergini di oliva italiani e la divulgazione al consumatore delle diverse peculiarità organolettiche, nutraceutiche e salutistiche del prodotto in modo tale che l’acquisto, tramite l’on line retailer, diventi sempre più consapevole.

Gli esperti di L’Extravergine 916 dunque, a seguito di un’attenta analisi, scelgono con cura i frantoi, seguendo tutti i processi produttivi e verificando il rispetto dei vari parametri di eccellenza. Ogni varietà di oliva ha un proprio preciso profilo sensoriale, la cui composizione e il gusto dipendono molto dal terreno, dalla sua qualità, dal clima ma anche dalle tecniche di raccolta delle olive, dalla loro lavorazione e conservazione oltre che dal loro imbottigliamento.

In un olio extravergine di vera qualità tutte queste fasi devono essere rese trasparenti, tenendo traccia dei vari passaggi che portano l’oliva dal moggio direttamente alla tavola. Per risalire a tali informazioni, i diversi oli selezionati da L’Extravergine 916 hanno uno specifico CDIF OEVO, ovvero la propria “carta d’identità del frantoio”, (progetto finanziato dall’Unione Europea), una sorta di documento di riconoscimento che accompagna ogni bottiglia e ne racconta la storia. La promessa di 916, infatti, è quella di garantire l’intera filiera: dal coltivatore alla tavola. La numerazione delle etichette permette, attraverso un codice univoco, di ripercorrere il percorso dell’olio extravergine passo dopo passo, trasformando la tracciabilità in uno strumento concreto per la tutela del consumatore. In un modo semplice e chiaro è possibile verificare i contenuti delle analisi fatte su ogni tipologia di olio extravergine di oliva, e sapere per questo da dove provengono i frutti, quali sono i parametri analitici, primo tra tutti quello di acidità, e anche quelli sensoriali.

Il rapporto tra produttore e cliente finale, grazie a L’Extravergine 916, si fa più stretto e colloquiale, consentendo a chi acquista di portare a casa un prodotto di cui si fida e che, soprattutto, è in grado di conoscere meglio. Questo innovativo progetto, infatti, vuole valorizzare la cultura dell’olio extravergine italiano, a fronte di una generale carenza di informazioni nel settore, che pure costituisce un immenso patrimonio per la nostra economia agricola, in un Paese, unico al mondo, che può contare produzioni autoctone in ogni regione.

“Il progetto nasce dalla nostra passione per il cibo e per la cultura – afferma Iolanda D’Amato, Presidente & Co-founder della società 916 FBE –  vogliamo restituire all’olio la sua specificità invitando a sperimentare e a conoscerne tipologie diverse. Vorremmo ripercorrere la strada che ha tracciato il vino qualche anno fa. Ogni vitigno racconta la sua storia, così come ognuno degli uliveti e delle numerose cultivar italiane. Grazie alla tecnologia possiamo garantire ai nostri clienti la completa tracciabilità della filiera; crediamo infatti che avvicinare il produttore e il consumatore, sia il modo migliore per raccontare questa storia”.

Gli oli selezionati e firmati L’Extravergine 916 portano in tavola un senso di appartenenza tutto italiano, e  una possibile sperimentazione in cucina che consente di variare l’uso delle diverse tipologie tra carni rosse e pesci alla griglia, zuppe calde o fredde, insalate e pinzimoni. Un ventaglio composito di aromi e sapori che raccontano la storia d’Italia, capaci di soddisfare tutti i palati, anche i più esigenti.

L’Extravergine 916 pone l’accento sulla versatilità delle varie tipologie di olio capaci di valorizzare e perfezionare un piatto.

Per sensibilizzare sempre più il consumatore all’utilizzo “consapevole” del prezioso ingrediente anche alcuni grandi Chef stanno condividendo questa filosofia: Cristina Bowerman, Francesco Apreda, Roy Caceres, Fabio Ciervo e Daniele Usai hanno sperimentato con piacere, durante vari incontri e showcooking, la selezione dei vari oli per le loro creazioni gourmet.

Assicurandosi che tutti i metodi di raccolta ed estrazione impiegati rispettino le buone pratiche di lavorazione, L’Extravergine 916 protegge, infine, i suoi oli in una bottiglia di vetro scuro mantenuto a temperature costanti, evitando così la luce diretta, il riscaldamento o il congelamento dei prodotti. Il packaging delle confezioni è molto curato e particolare: discostandosi dalla usuale bottiglia, la sua immagine è elegante e raffinata, per poter essere posizionata direttamente in tavola ed essere facilmente riconosciuta.

Attraverso il portale di L’Extravergine 916 (www.extravergine916.com) è possibile consultare le caratteristiche delle varie tipologie di olio, facendo così una scelta più consona alle proprie esigenze, per poi acquistare i prodotti on line. Il piacere del consumatore sarà anche quello di trovare sul sito web delle categorie di oli denominate con vari nomi a seconda del loro uso in cucina come: Bohemien, Casual, Chic e Classic con l’indicazione delle zone di produzione, l’intensità e le diverse certificazioni, come il BIO o il DOP e più in generale la garanzia di una filiera tracciata, certificata direttamente da 916.
In tal maniera anche l’approccio all’uso dell’olio extravergine in cucina sarà differente. Vi sarà una maggiore sensibilità ad abbinare ciascuna tipologia ad ogni piatto per valorizzare meglio il gusto, personalizzandolo ogni volta.

Il consumatore, inoltre, attraverso il portale di L’Extravergine 916, può partecipare attivamente ad una community digitale inserendo opinioni, recensioni e commenti o far tesoro di una delle numerose ricette proposte dagli Chef che collaborano al progetto.

Redazione Newsfood.com

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