Berna, 4 Luglio 2007 – Mercoledì 4 luglio 2007 il Consiglio federale ha preso conoscenza dei risultati dello studio di fattibilità e degli effetti di un accordo di libero
scambio tra la Svizzera e l’UE nel settore dell’agro-alimentare. Le indagini fatte finora confermano la fattibilità tecnica nonché i vantaggi economici di un’apertura.
I risultati delle analisi confermano che simile apertura creerebbe un durevole aumento del prodotto interno lordo svizzero (PIL) di almeno 0,5%, vale a dire 2 miliardi di franchi. Questo
incentivo di crescita supplementare sarebbe tra l’altro la conseguenza della riduzione dei prezzi dei generi alimentari di circa il 25%. La concorrenzialità sul piano internazionale dei
rami dell’industria alimentare e del turismo sarebbe così migliorata e il reale potere d’acquisto delle economie domestiche aumenterebbe.

Il libero scambio nel settore dell’agro-alimentare potrebbe esplicare interamente i suoi effetti se ogni stadio della catena di produzione (cioè a monte e a valle dell’agricoltura, tutti
gli stadi che precedono e che susseguono) sono implicati nel processo economico-alimentare. Inoltre si dovrebbero eliminare gli ostacoli commerciali, tanto quelli tariffari (dazi, contingenti)
quanto quelli non tariffari (prescrizioni sui prodotti).

Nel contempo l’agricoltura svizzera grazie all’apertura si troverebbe posta di fronte a sfide notevoli. Quanto grande sarà la perdita di guadagno nel settore agrario in seguito a una
maggiore concorrenza, ciò dipenderà tra l’altro dal dinamismo col quale gli agricoltori svizzeri sapranno cogliere le nuove opportunità del mercato. D’importanza capitale
per gli effetti sull’agricoltura svizzera sarà inoltre il tipo di misure interne di accompagnamento.

Riguardo all’ulteriore procedimento il Consiglio federale ha deciso di effettuare un’indagine sui valori di riferimento per un accordo di libero scambio in materia agro-alimentare con l’UE e di
accertare meglio gli effetti sulle finanze federali. Il Dipartimento federale dell’economia (DFE) e il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dovranno presentare assieme al
Dipartimento federale dell’interno (DFI) entro fine 2007 un progetto di mandato negoziale. Il DFE e il DFAE dovranno definire assieme al Dipartimento federale delle finanze (DFF) una proposta
concettuale riguardante l’entità, il tipo e il finanziamento delle misure di accompagnamento a favore dei settori coinvolti, e poi allestire per il Consiglio federale entro fine 2007 un
rapporto sui risultati di questi lavori. Il DFI è poi stato incaricato, in collaborazione con il DFE e il DFAE, di sottoporre al Consiglio federale entro fine dicembre 2007 un progetto
di mandato negoziale per le trattative Svizzera-UE circa un accordo sulla sanità.

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