L’acido folico o vitamina B9(formula di struttura C19H19N7O6) si ottiene per condensazione dell’acido pteroico con l’acido glutammico: quando il legame fra queste due molecole viene scisso da
una coniugasi presente nell’orletto a spazzola delle cellule intestinali si ottiene acido tetraidrofolico (THF), la forma coenzimaticamente attiva in grado di trasportare, di molecola in
molecola, gruppi metilici, metilenici, formilici e forminici in reazioni enzimatiche complesse implicate nella regolazione del metabolismo come la conversione dell’omocisteina in metionina,
della serina in glicina; ma i folati partecipano anche alla sintesi di timidilato indispensabile per la formazione del DNA, al catabolismo dell’istidina e al metabolismo delle purine.

Il 50% dell’acido folico assunto con la dieta si accumula nel fegato dove viene progressivamente trasformato nella forma attiva che viene immessa nella bile e successivamente riassorbita
dall’intestino: il circolo enteroepatico, ogni giorno, fornisce ai tessuti più di 200 mg di folati; l’eliminazione avviene per via fecale e urinaria.

In natura i folati sono largamente distribuiti nel fegato, nei vegetali freschi a foglia larga, nei cereali integrali e in alcuni frutti.

Una carenza di folati si traduce in una riduzione degli acidi nucleici e perciò in una diminuzione nella produzione cellulare; si avvertono stanchezze, irritabilità e perdita di
peso.

Una tale carenza si può registrare in tutti quegli individui soggetti ad un elevato turn over cellulare come può succedere in corso di anemia o di alterazioni dermatologiche; ma
si può presentare anche negli anziani iponutriti, o in persone con patologie dell’intestino tenue come morbo di Chron o morbo celiaco.

Una carenza di acido folico può essere molto pericolosa soprattutto durante la gravidanza, se manca questa vitamina, infatti, possono insorgere difetti del tubo neurale ovvero della
struttura che darà origine al cervello, alla scatola cranica e al midollo spinale.

Quando il tubo neurale non si chiude correttamente possono comparire gravi malformazioni congenite come la spina bifida e l’anencefalia: il tubo neurale si chiude entro 30 giorni dal
concepimento, per questo se si programma o non si esclude una gravidanza almeno 3 mesi prima del concepimento ci si dovrebbe garantire un introito di acido folico pari a 400 mg pro/die.

In America la Food and Drug Administration dal 1998 ha reso obbligatoria l’aggiunta di acido folico ai cereali per la prima colazioneal fine di tutelare al massimo le future mamme: in Italia
quest’obbligo non sussiste per questo sono poche le aziende a produrre cereali fortificati.

Un gruppo di ricercatori dell’università olandese di Wageningen, infine, hanno condotto uno studio selezionando 800 uomini e donne di età compresa fra i 50 e i 70 anni: si
è visto che somministrando loro 800 mg pro/die di acido folico il cervello subisce un “ringiovanimento” della memoria quantificabile in 5 o 7 anni.

I soggetti trattati intensivamente con acido folico, rispetto ai controlli che hanno assunto placebo, mostrano in pratica, una migliore velocità di reazione e di elaborazione delle
informazioni.

Bibliografia:
La Grusse J., Water B., Le vitamines. CEIV 1995
Società Italiana di Nutrizione Umana: I nuovi LARN. Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti per la popolazione italiana.

Angela Nanni

www.lswn.it