Lino Cauzzi: Programma per governare l’Italia nel rispetto dei doveri e dei diritti dei Cittadini

Lino Cauzzi: Programma per governare l’Italia nel rispetto dei doveri e dei diritti dei Cittadini

4 gennaio 2013: lettera aperta
 
Egregio Direttore,
le invio questa mia proposta pregandola di pubblicarla e di inoltrarla a chi ritiene che possa essere interessato a condividerne i contenuti ed a dare il proprio contributo per migliorarlo e
farlo diventare un vero e proprio Programma di Governo

Lino Cauzzi (per conoscere la mia storia clicca
qui)

Il programma non è scritto da una persona “acculturata” che conosce le leggi e nemmeno fa parte di lobby o caste privilegiate. Da più di due anni ci occupiamo di lui e della sua
incredibile storia, cercando di dare il nostro contributo per aiutarlo ad uscire dallo spregevole pantano in cui è caduto, suo malgrado.

Lino Cauzzi è (…era) un benestante che è partito da Cavriana, un paese del mantovano, appena tredicenne. Con i suoi otto fratelli, lui e la sua famiglia vivevano di carità
e non avrebbero mai potuto “prendere senza permesso” qualche frutto della campagna, perchè hanno sempre considerata sacra la proprietà altrui.
Arriva a Milano, si dà da fare e si fa ben volere. Manda i primi soldi a casa e cerca di imparare a vivere nella metropoli, sognando di diventare ricco.  
Cauzzi, aveva cominciato a vendere uova, poi incontrò il mondo sfavillante della Moda, quella con la EMME maiuscola. Per alcuni anni operò anche al fianco di Gianni Versace
(racconta che arrivò a Milano e si presentò a Giancarlo Galtrucco che credette subito in questo geniale sarto calabrese – senza un soldo ma con una prorompente voglia di creare
una nuova Alta Moda- e gli diede ingenti mezzi per iniziare la sua avventura. In soli vent’anni il fatturato del gruppo Versace arrivò a fatturare 750 miliardi di Lire
…)

Lino Cauzzi era (e lo è ancora) calamitato dal bel mondo, dai bei vestiti, dalle belle cose, dal lusso, dalle belle donne. Ogni storia è sempre finita con un mazzo di rose, senza
tragedie.
Dal mondo della moda passò alle intermediazioni immobiliari e continuò a frequentare il bel mondo ed a circolare con belle auto…mai da solo!
Per quasi cinquanta anni la sua vita è stata un sogno: lavoro e bella vita.
Non sapeva cosa fossero i Carabinieri, la Polizia, la Finanza…nemmeno una multa per divieto di sosta.

Nel 1990 subì una rapina a mano armata. Una sera a Sirmione, mentre stava per uscire dalla sua Diablo gialla (quella con le portiere verso l’alto, una macchina da 440 milioni di vecchie
lire)
si vide puntare una pistola e dovette lasciare denaro e chiavi dell’auto a tre balordi drogati.
Dopo qualche giorno fu recuperata ad Anagni. Era stata mascherata per non essere individuata dall’antifurto satellitare e stava per essere spedita in un container, destinazione Giappone.
Sì, per lui sono stati anni felici. A coronamento del suo successo, Cauzzi riuscì anche ad acquistare cinque alberghi a Desenzano, Peschiera, Canneto, Margaria e l’Hermes di
Cremona.

Il 26 giugno del 2009 gli crollò il mondo addosso!

Questa volta non hanno portato via solo una Diablo, questa volta non erano solo tre drogati ma una banda ben organizzata in camicia e cravatta e auto blu con la bandierina dell’Europa.
Commercialisti, avvocati, notai, poliziotti, bancari…-tutti banditi patentati, molti già condannati dal Tribunale di Padova e arrestati, altri indagati o in attesa di giudizio- hanno
portato via un gruzzolo ben più grande da 50 milioni di Euro: i cinque alberghi … e l’anima di un Uomo. Ma nonostante la loro minaccia “…noi siamo in tanti…” non sono riusciti a
rubare la voglia di vivere e la voglia di Giustizia di Lino Cauzzi.
Ma quanti sono i Lino Cauzzi che non hanno potuto/voluto reagire e sono stati stritolati dalle truffe legalizzate, dalla malavita in guanti bianchi, dalla giustizia Ingiusta o dall’estremo gesto
del suicidio?

Il 2013 avrà molto da raccontare su Lino Cauzzi!
E la voglia di lottare rinascerà in coloro che hanno perso ogni speranza: Vincere si può, anche quando tutto sembra essere perduto!

Per conoscere la storia di Lino Cauzzi (clicca qui: articoli e
video)

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

PROGRAMMA PER GOVERNARE L’ITALIA E PER NON AFFONDARE IN UN POZZO E NON VEDERE PIU’ LA LUCE PER I NOSTRI GIOVANI
1- Il Governo a Roma con max 3 persone per ogni regione italiana ognuna con responsabilità territoriale. Stipendio massimo € 5.000 e per un periodo non superiore a 10 anni prima della
pensione.
2- Per ogni regione d’Italia un governatore con stipendio di € 5.000 mensili e con 50 dipendenti con uno stipendio di € 2.000 mensili controllati a vista dal sindaco di ogni
comune.
3- Eliminazione di tutti i partiti lasciando solo tre correnti politiche: destra, centro, sinistra.
4- Eliminare tutte le spese pubblicitarie ed i finanziamenti degli stessi partiti poiché sono soldi dei cittadini. Galera immediata  ai politici ed amministratori che rubano.
5- Eliminazione della “casta dei Notai” e passare le competenze alle amministrazioni comunali.
6- Eliminazione della “casta dei falsi avvocati”  con pene severissime.
7- Doppie pene a chi organizza estorsioni e truffe con la complicità di commercialisti, bancari e responsabili comunali.
8- Pene più severe per pedofilia e violenze su minori in generale.
9- Pene più severe per rapimenti e sequestri di persone di origine mafiosa. Condanne immediate anche a giudici compiacenti, consapevoli e complici. Condanna a vita.
10- Resoconto pubblico mensile per tutte le regioni d’Italia con un esponente rappresentante del popolo per ogni regione e con incarico di controllo incassi e amministrazione in genere. Tutta la
documentazione deve essere inviata a Roma con certificazione e firma del Governatore e dei vari rappresentati dei comuni di ogni singola regione.
11- Privatizzazione di tutti gli Enti pubblici.
12- Polizza assicurativa per tutti i cittadini.
13- Eliminazione di INAIL-INPS-IRPEF.
14- Ai grandi dirigenti stipendio max €.10.000 mensili.
15- Compravendita degli immobili solo direttamente dal Comune con riconoscimento dell’1% di utile per il venditore.
16- Privatizzazione di Anas e Demanio da parte di ogni cittadino nell’ambito della propria regione.
17- Privatizzazione di tutti i trasporti pubblici.
18- Pagamento di tutti i dipendenti  aziende pubbliche e statali con stipendio più 1% dell’utile delle aziende stesse con bilancio depositato.
19- Condanna diretta ed immediata della piccola criminalità da parte dei comandanti di stazione dei CC. Escludendo i tribunali.
20- Divieto assoluto di sub-appalto per quelle aziende che hanno vinto l’appalto. Pena minima  5 anni di galera.
21- Giochi e lotterie in tutta Italia: 1° premio € 100.000, 2° premio € 50.000, 3° premio € 30.000, 4° premio € 20.000, 5° premio € 10.000 e
così via a scalare. Accredito della vincita su carta di credito da spendere per beni di consumo e non incassare in contanti.
22- Giustizia: per territorio nazionale  un comandante ed un vice per ogni regione.
Un responsabile delle forze dell’ordine per ogni regione d’Italia.
 
                                                                                                                                                            
Cauzzi Lino
[email protected] libero.it

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