Si è concluso nei giorni scorsi il confronto tra il Ministero del lavoro, Fnsi, Inpgi e Fieg sul tema “Lavoro e previdenza dei giornalisti”. Mentre si attende l’avvio della fase
legislativa, l’Istituto Nazionale di previdenza per i giornalisti ha reso noto che, per contribuire alla lotta alla precarietà ed al lavoro parasubordinato, si farà carico di un
“condono” di 32 milioni di euro derivanti da contributi e sanzioni.

Il 18 settembre, in particolare, il confronto ha raggiunto la conclusione con la consegna da parte del Ministero di un documento che fissa gli interventi per garantire la figura, ed il
contratto, del giornalista subordinato:
– il trasferimento dell’onere contributivo per 2/3 a carico del committente e per un terzo a carico del giornalista;
– l’innalzamento graduale delle aliquote contributive fino a raggiungere nel 2011 lo stesso ammontare dell’aliquota prevista per la generalità dei collaboratori coordinati e continuativi
iscritti all’Inps (pari attualmente al 23%);
– l’attribuzione della titolarità dell’obbligazione contributiva in capo al committente;
– un trattamento di malattia e maternità in armonia con quanto previsto dalla Gestione separata Inps.
Il provvedimento, inoltre, introduce una fase di stabilizzazione analoga a quella introdotta dalla Finanziaria 2007, che prevedeva una sorta di “condono” per le aziende che intendessero
regolarizzare le posizioni lavorative irregolari. Nel corso del 2007, il costo di tali interventi è stato sostenuto dall’Inpgi quando i contratti corrispondevano al carattere della
prestazione professionale accertata dagli ispettori dell’Istituto o comunque resa dai giornalisti interessati.
Il Ministero, tuttavia, ha inizialmente respinto la richiesta avanzata dall’Inpgi in merito alla presenza di uno specifico accordo sindacale prima di ogni atto di conciliazione (come accade per
le altre categorie di lavoratori). L’Istituto, dunque, ha sollecitato le istituzioni affinché anche al sindacato dei giornalisti fosse riconosciuta la dignità di un soggetto
istituzionale con il quale un’azienda, che per sua scelta aspiri al condono, deve prioritariamente trattare alla pari ed il Ministero ha accolto la richiesta.
L’Inpgi, infine, ha reso noto che resta irrisolta la questione relativa al diritto d’autore il cui utilizzo oggi comporta un onere contributivo ad esclusivo carico del giornalista.

Documento del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale su lavoro e previdenza dei giornalisti
Il Governo promuoverà l’adozione di iniziative anche da parte dell’INPGI volte all’armonizzazione del regime previdenziale dei collaboratori coordinati e continuativi iscritti all’albo
dei giornalisti con quello dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26. Tale armonizzazione riguarderà anche i trattamenti di
malattia e di maternità.
Un primo ordine di misure sarà relativo all’adeguamento dei contributi. A tal fine il Governo ritiene idoneo un aumento graduale delle aliquote contributive secondo il meccanismo
seguente:
1. dal 1 gennaio 2008 aliquote non inferiori al 60% delle aliquote applicate ai lavoratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
2. dal 1 gennaio 2009 aliquote non inferiori al 75% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
3. dal 1 gennaio 2010 aliquote non inferiori al 90% delle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26;
4. dal 1 gennaio 2011 aliquote non inferiori alle aliquote dei collaboratori iscritti alla gestione separata INPS di cui alla l. 335 / 1995 art. 2 comma 26.
L’articolazione delle aliquote sarà mutuata da quella in uso nella Gestione separata INPS. Resta confermato che l’aliquota minore si applicherà ai pensionati ed ai lavoratori
già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria. In coerenza con il regime generale, l’onere contributivo graverà per 2/3 sul committente e per 1/3 sul collaboratore con
titolarità dell’obbligazione contributiva in capo al committente.
Il Governo adotterà le misure per assimilare la disciplina contributiva del lavoro occasionale giornalistico a quella del regime generale di contribuzione INPS, con particolare
riferimento all’assoggettamento a contribuzione della sola quota di compensi che supera complessivamente l’ammontare di 5000 euro nell’anno solare. La quota eccedente i 5000 euro annui
sarà assoggettata alle aliquote contributive previste per i collaboratori continuati e continuativi.
Per quanto riguarda l’attività libero-professionale di tipo giornalistico il Governo si riserva di intervenire nell’ambito di una revisione della normativa generale relativa alle
attività libero-professionali.
Il Governo adotterà le misure idonee a promuovere la trasformazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa mediante la stipula di contratti di lavoro subordinato di
durata non inferiore a ventiquattro mesi. A tal fine, in analogia a quanto previsto dall’art. 1 comma 1202 e seguenti della L. n. 296 del 2006 i committenti datori di lavoro potranno stipulare
accordi sindacali a seguito dei quali i .lavoratori interessati alla trasformazione potranno sottoscrivere atti di conciliazione individuale conformi alla disciplina di cui agli articoli 410 e
411 del codice di procedura civile. L’INPGI potrà prevedere incentivi specifici per favorire la trasformazione fin dall’inizio in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.
La validità degli atti di conciliazione di cui sopra sarà condizionata all’adempimento dell’obbligo, per il solo datore di lavoro, del versamento alla gestione separata
dell’INPGI, a titolo di contributo straordinario integrativo finalizzato al miglioramento del trattamento previdenziale, di una somma pari alla metà della quota di contribuzione a carico
dei committenti per i periodi di vigenza dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa per ciascun lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro.
Ferma restando l’assenza di oneri a carico dell’INPGI, nell’ambito del complessivo progetto di riforma dell’editoria predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli esoneri
contributivi di cui all’art. 1 comma 766 della legge n.296 del 2006 e all’art.1 commi 361 e 362 della legge n. 266 del 2005, verranno concessi anche alle aziende editrici per i giornalisti
dipendenti.