La natura è sconvolta dall’inverno piu’ caldo degli ultimi due secoli secondo le rilevazioni dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr che nella propria banca
rileva i dati metereologici dal 1800 ed ha verificato che è stato superato di 1,79 gradi il precedente valore massimo raggiunto nel 1990. E’ quanto afferma la Coldiretti  nel
sottolineare che il record è visibile anche in natura dove i cicli riproduttivi sono sconvolti con la maturazione contemporanea e anticipata di verdure e ortaggi che non si era mai
verificata prima. Se per la prima volta nella storia delle campagne romane si raccolgono nei campi le fave, che arrivano normalmente solo in primavera ad accompagnare le scampagnate, sui banchi
dei mercati – sottolinea la Coldiretti – è già possibile trovare una varietà di offerta Made in Italy come mai nel passato: dai piselli ai carciofi a tutte le insalate a
pieno campo, dalle lattughe alle scarole fino alle indivie, ma anche grandi quantità di cavolfiori, broccoli, asparagi, finocchi e pomodori.
Una offerta ampia e variegata che non si era mai vista in questa stagione resa disponibile dall’andamento climatico anomalo e che – continua la Coldiretti – rappresenta una opportunità
per  consumatori che possono acquistare ortofrutta fresca nazionale senza dover ricorrere a prodotti importati che non garantiscono la stessa standard di freschezza e sicurezza.
Tuttavia mentre i prezzi per i consumatori sui banchi di vendita non hanno subito variazioni di rilievo, particolarmente gravi – sostiene la Coldiretti – sono le perdite economiche per gli
agricoltori con il crollo dei listini a pochi centesimi ed elevate quantità di prodotto invenduto, come accade per il 70 per cento della produzione di carciofi nel brindisino. Si tratta
– conclude la Coldiretti – di una situazione preoccupante aggravata spesso dalla mancanza di trasparenza nelle informazioni con prodotto importato dall’estero che viene spacciato per italiano ,
nonostante sia obbligatorio per l’ortofrutta indicare in etichetta l’origine, la varietà e il livello qualitativo (dai carciofi egiziani all’aglio cinese, dai fagiolini del Senegal alla
arance spagnole).

Fonte: www.coldiretti.it