L’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione ha adottato in favore dei dipendenti con disabilità visiva una apposita procedura informatizzata per la firma digitale di tutti i
documenti interni (esempio: moduli, ferie ecc.). L’iniziativa che consentirà ai dipendenti disabili di agire in completa autonomia, è stata realizzata anche grazie al “Progetto
firma digitale” sostenuto dall’I.Ri.Fo.R. del quale costituisce un primo esempio di applicazione concreta.

Nell’ottica di favorire l’autonomia dei dipendenti con disabilità visiva nello svolgimento delle proprie attività lavorative, l’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione
“A. Faedo” (ISTI) di Pisa ha adottato – per tali categorie di dipendenti – l’uso della firma digitale per tutto ciò che concerne l’amministrazione, la segreteria scientifica, l’ufficio
relazioni esterne e l’ufficio personale. Infatti la firma digitale, oltre a consentire un risparmio di carta per tutti, rappresenta per le persone disabili un nuovo strumento per aumentare la
propria autonomia e indipendenza. In questo modo l’ISTI rappresenta un primo vero caso concreto di impiego della firma digitale da parte di dipendenti non vedenti, consentendo di svolgere
molteplici attività amministrative in completa autonomia. Inoltre, questo eccellente risultato dà una prima risposta concreta al Progetto “Firma Digitale”, al quale collabora
anche una ricercatrice dell’ISTI (Barbara Leporini), promosso e portato avanti dall’I.Ri.Fo.R. (ente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) con lo scopo di rendere accessibile lo
strumento di firma digitale in modo da favorire l’autonomia delle persone con disabilità. Quanto applicato dall’ISTI, a partire dalle procedure informatiche automatizzate, fino ad
arrivare al completamento con la firma digitale, è in linea anche con quanto auspicato dalla cosiddetta L. n. 4 del 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli
strumenti informatici”. Tra l’altro l’uso della firma digitale viene sostenuta e promossa anche dal CNIPA che invita le PA a farne sempre più un maggiore utilizzo.