Lo dice la scienza: la Nocciola Piemonte IGP è la più buona

Lo dice la scienza: la Nocciola Piemonte IGP è la più buona

E’ facile attribuirsi allori assoluti, molto meno dimostrarli prove alla mano. Tra i pochi che hanno dati solidi da offrire, ecco la Nocciola Piemonte IGP. Un recente studio scientifico ha
infatti concluso come è la migliore nocciola esistente sul mercato.

In dettaglio, a chiedere lumi sull’effettivo valore della Nocciola IGP, l’Ente Fiera della Nocciola Piemonte e Prodotti Tipici dell’Alta Langa. Nel 2010, questo si è rivolto al Centro
Assaggiatori di Brescia, squadra di esperti con un curriculum notevole. Per i loro laboratori erano già passati birra, caffè espresso e tartufo bianco di Alba. Per quantificare la
bontà della nocciola piemontese, il Centro l’ha messa in competizione con campioni provenienti da Lazio e Turchia.

Il pool di assaggiatori diretto da Luigi Odello ha utilizzato il Big Sensory Test Avanzato, metodo che permette di identificare i descrittori divisi in livelli e dà come risultato finale
un albero degli aromi del cibo. Il sistema è stato applicato sia sulle nocciole al naturale che sui loro prodotti: mousse e biscotto.

In base al parere dei giudici, la superiorità della Nocciola Piemonte IGP cruda si è manifestata con 3 valori fondamentali: la buona consistenza, l’intensità olfattiva
(elemento, questo, fondamentale nella definizione di un buon profilo organolettico), la percezione della frutta a nocciolo molto marcata e poi la dolcezza

Particolarmente netta la sua vittoria sulla varietà turca, la cui forma regolare non compensa limiti come l’aroma violento di frutta secco, tostato e caseoso.

E’ poi arrivato il turno delle mousse. Anche qui, primo posto per la mousse a base di Nocciole Piemonte IGP: a giustificarlo, la maggiore scioglievolezza unita al gradevole aroma di fiori e
miele, affiancato dalla nota di frutta a nocciolo e secca.

La mousse di nocciola turca ha mostrato il peccato originale, l’aroma vegetale lesso e caseoso.

La mousse di nocciola laziale era invece penalizzata da un retrogusto di fritto e caseoso.

Infine, la prova delle biscotti.

Nessun cambiamento. Gradino più alto del podio per il biscotto da Nocciole Piemonte IGP, spinto in altro dalle note gradevoli di fiori, miele e nocciole. Al contrario, il biscotto di
nocciole turche aveva il ricorrente sentore vegetale lesso e caseoso, mentre quello di nocciole laziali era peggiorato da un sapore amaro, tostato e da odore di materia bruciata.

In sintesi, ecco la chiusura del capo-assaggiatore, Luigi Odello: “In conclusione si può affermare che le Nocciole Piemonte presentano un profilo sensoriale più complesso e privo
di difetti rispetto agli altri campioni di confronto. Inoltre tale profilo risulta ancora più caratterizzante nei prodotti derivati rispetto alla materia prima”


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alla ricerca (File Word, sito della Regione Piemonte)

Matteo Clerici

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