Locanda Baita A L’arte di Dino Merlin… un posto che merita

Locanda Baita A L’arte di Dino Merlin… un posto che merita

San Gregorio nelle Alpi, provincia di Belluno, fra Ponte nelle Alpi e Feltre

LOCANDA BAITA A L’ARTE DI DINO MERLIN, CON ANNA E ROBERTO 

 

Siamo a San Gregorio nelle Alpi, provincia di Belluno, fra Ponte nelle Alpi e Feltre

Quando sono fra Bolzano e Treviso, oppure fra Cortina d’Ampezzo e Venezia non c’è alternativa che conti. Mi fermo sempre alla locanda Baita A l’Arte, un po’ fuori strada, ma un posto che merita, eppoi c’è la grande ospitalità, innata, che si vede dallo sguardo e dai modi di porsi al cliente (pardon, sempre un amico) da parte di Dino Merlin, patron, cuoco, tutto fare da 50 anni, insieme alla precisa e pratica donna Anna moglie e uno straordinario Roberto, figlio, che incarna benissimo nei modi e nella ospitalità la perfetta tradizione famigliare.

Direi un locale da 4 stelle Michelin se fosse in un altro luogo e la famiglia Merlin fosse avvezza proporsi fuori sede. Consiglio vivamente tutti gli amici di guide nazionali e non a sedersi al desco di Dino Merlin. Un ambiente rustico e raffinato, una casa privata dallo stile tipico bellunese dolomitico ma molto accogliente, un ingresso proprio da baita di montagna, ma saletta da locanda di “bottega storica”.

E’ una grande cucina di territorio e tradizionale dove la ricerca e la rivisitazione grazie all’innato estro e creatività di Dino, ogni volta diventa una novità, una scoperta. Questa volta mi sono portato a casa la farina (con un ingrediente segreto) per la tempura: così leggera non l’ho mai trovata da nessuna parte.

Un fritto che non sembra fritto, cuoce e frigge senza assorbire olio. I piatti assaggiati sono stati diversi, ad iniziare dal pane e dai grissini, la pasta fatta in casa in diverse fogge a partire dal tortellone, gli gnocchi di zucca burro e salvia, il carrè di carne di cervo frollata in un modo del tutto particolare con anice stellato anch’esso trattato prima in modo che ceda il giusto sapore, il pastin e schiz che è veramente un piatto straordinario; confesso mangiato ad agosto, ma senza fatica: la carne un burro tenero che ho tagliato con un grissino, il formaggio fritto, che non sembrava cotto ma solo scottato con tutta la fragranza di una sottile pellicina indurita e la lacrima sciolta che esce lateralmente.

Una poesia a tavola. Infine la sfogliata di lamponi o un semifreddo al limone o al caffè che sembra rilanciare, sembra confidarti: ripartiamo con un bel antipasto.

La locanda Baita A L’arte è uno dei pochi esempi in Italia, in quell’Italia fuori dai percorsi e luoghi frequentati, fuori dai canoni strani delle guide e dei blogger, fuori dalle paranoiche schede di degustazione che unisce in colpo solo e già dalla prima volta che ci vai: luogo incantevole, elegante, tanta passione, cucina ai massimi livelli, ottimi vini con ricarico minimo, prezzo decisamente basso per la qualità e il lavoro, prezzo decisamente molto favorevole paragonando servizio, qualità, ricercatezza, impegno, scelte culinarie, origine della materia prima.

Cena grandiosa con 3 bottiglie di Prosecco, assolutamente non banali, per sfatare una fake-news ( termine osceno ma così chiaro a tutti oggi!!-scusate l’uso) che il prosecco anche quello Docg Supeiore di Valdobbiadene sia semplice, leggero, superficiale, non da intenditori, non da enonauti, non da winelovers, non da gastronauti, non da cucinauti, non da chefnauti….. eppure – se li trovate in commercio e in qualche ristorante – sfido tutti ad assaggiarli. Soprattutto bere oggi, agosto 2018, due Valdobbiane vendemmia-millesimato 2009 e 2010 ancora freschi e piacevoli è stata una sorpresa anche per me.

Chi mi conosce sa che fino al 1999-2000 ho considerato il prosecco un vino-bibita spesso non all’altezza. Ebbene dopo, grazie a tecnologia, investimenti, nuovi marchi, nuove certezze e nuovi percorsi tecnici, il Prosecco Docg prima e recentemente anche il Prosecco Doc sono diventati due fiori all’occhiello della enologia italiana nel mondo. Oggi è molto difficile trovare Prosecco Valdobbiadene non degni della Docg, quella vera, non quella politica o quella della sola normativa piramidale, parlo di quella dei contenuti di qualità, storia, valore.

Ecco l’assaggio:  

Prosecco Valdobbiadene docg Superiore Brut -Vigna del Baffo di Agostinetto Bruno di Saccol vendemmia 2009 e 2010, imbottigliati rispettivamente nel 2010 e 2011 e

Superiore di Cartizze Valdobbiane docg Superiore brut di Ruggeri di Valdobbiadene, vendemmia 2017.


LOCANDA A L’ARTE
di DINO MERLIN
43, V. Belvedere
32030 San Gregorio Nelle Alpi (BL) 

[email protected]
www.locandabaitaalarte.com
tel: 0437 800124
fax: 0437 800477

 

 

Giampietro Comolli
Newsfood.com

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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