L’olivo e l’olio, compreso l’indotto, generano nel nostro paese un valore di oltre cinque miliardi di euro e posizionano al primo posto, a livello mondiale, l’Italia con
un’esportazione di 1,347 miliardi di euro. Se a questi elementi economici aggiungiamo la valenza storica, culturale, salutistica, territoriale, ambientale e paesaggistica
dell’oleolivicoltura e l’aspetto occupazionale e della coesione sociale che coinvolge oltre un milione di produttori, siamo di fronte ad un comparto produttivo che merita attenzione
e considerazione dalla politica, dalle istituzioni e dalla società.

Su queste valutazioni Domenico Falcone, in rappresentanza della Giunta nazionale della Cia, ha sviluppato il proprio intervento all’iniziativa promossa dal Cno all’interno del
Salone dell’Olio d’Oliva (Sol) di Verona.

Nell’esprimere l’apprezzamento e la condivisione per le finalità dell’incontro, Falcone ha sottolineato l’esigenza di una politica oleolivicola nazionale
unitaria, con il coinvolgimento attivo dei produttori, dei trasformatori e dei distributori, in grado di creare le necessarie sinergie e garantire la reciproca convenienza a tutti i soggetti
della filiera. Per la Cia, ha continuato Falcone, vanno immediatamente ripristinate regole e certezze superando il limite normativo delle 30 are, la confusione nella determinazione dei titoli,
gli ingiustificabili ritardi nel pagamento del premio unico ed il sistema delle extra-rese.

Una funzione importante, ha continuato Falcone, dovrà essere svolta dalle Organizzazioni di prodotto chiamate a sviluppare un sistema economico e di filiera finalizzato al mercato. Un
percorso ed un progetto di sviluppo per l’oleolivicoltura italiana che potrà contare sull’apporto e sul contributo della Cia.

Un impegno complessivo, ha concluso Falcone, che come componenti della filiera e rappresentanti delle Istituzioni e, più in generale, come società è dovuto quale
riconoscimento al sacrificio ed alla professionalità degli olivicoltori italiani che con il loro lavoro e la loro passione ci consentono quotidianamente, di gustare il più nobile
e salutare degli alimenti e di godere di un territorio, di un ambiente e di un patrimonio varietale differenziato, oltre 500 cultivar, che il mondo intero ci invidia.

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