Nei giorni 8-9-10 giugno, presso le Ex Scuole Smi (Società metallurgica italiana) di Campo Tizzoro, tra Pistoia e San Marcello Pistoiese, si svolgerà l’ottava Festa
dell’ Agia -Associazione giovani imprenditori agricoli Toscana, in concomitanza della Festa del Bosco promossa da ArboToscana – Associazione Regionale Boscaioli – e Abp – Associazione
Boscaioli Pistoiesi -.

Il primo giorno sarà interamente dedicato alle opportunità collegate alla filiera del legno nelle sue diverse articolazioni, non solo legname per mobili o da ardere ma anche
finalizzato a una carpenteria che potremmo definire nobile per i suoi positivi risvolti urbanistico-paesaggistici, costruzione di annessi e fabbricati rurali.

Già il secondo giorno il pennato incontrerà la vanga; a fronte di una simbologia che racchiude l’orgoglio di una storia e una tradizione contadina, spesso ferita dai vari
“Un,due,tre…stalla” di turno, le tematiche trattate saranno di carattere estremamente innovativo. Si parlerà di agrienergie, presentando esperienze e cercando di
mettere in luce le potenzialità e le modalità di approccio al settore energetico.

L’ambizione dei giovani imprenditori agricoli è quella di entrare in questo nuovo settore produttivo da protagonisti, in grado di coprire tutti i livelli della filiera energetica
come della produzione di carburanti verdi e puntando alla commercializzazione del prodotto finito; i giovani non ci stanno ad essere relegati nel ruolo di semplici produttori di materia prima,
in balìa delle calamità naturali e degli avvoltoi del mercato globale.

La strada non vuole assolutamente essere quella di produrre il prodotto (cippato) che altri useranno in caldaie per vendere calore, né vuole essere quella di coltivare girasole che altri
frangeranno per produrre olio che a loro volta altri venderanno come combustibile per autotrazione che useranno in motori per vendere energia elettrica.

Secondo voi, nella filiera enologica, guadagna di più chi produce e vende l’uva o chi vende le bottiglie di vino? E se comunque per il vino si può parlare di bene
iperinflazionato e per il quale è plausibile un notevole sforzo di marketing per una sua adeguata remunerazione sul mercato, per l’energia, la cui richiesta è in crescita
verticale il prezzo è necessariamente in crescita di conseguenza.

I Piani di sviluppo rurale 2007-2013 e le recenti normative nazionali sembrano offrire ai giovani imprenditori agricoli occasioni e strumenti adeguati a compiere questa rivoluzione. Basti
pensare che la produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, la produzione e cessione di carburanti ottenuti da produzioni vegetali e
i prodotti chimici derivanti da prodotti agricoli da parte di imprenditori agricoli costituisce attività agricola connessa pertanto soggetta a reddito agrario.

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