Questo il commento del Sottosegretario all’università e alla ricerca prof. Luciano Modica intervenuto quest’oggi all’università di Torino, altra tappa del suo tour fra gli atenei
italiani iniziato due settimane fa a Benevento e che lo porterà in molte sedi universitarie da qui alle ferie. Modica ha sottolineato come il complesso dello stanziamento disposto a
favore dell’università e della ricerca costituisca “il segnale chiaro che ora che le risorse iniziano a farsi più cospicue il Governo investe sull’ università”. Modica ha
proseguito elencando le principali voci di finanziamento: “l’abolizione per il 2007 dei tagli dei consumi intermedi, la dotazione di 90 milioni di euro per i Prin, così come la
restituzione di ben 155 milioni accantonati dal c. 507 della finanziaria agli enti, 65 milioni per l’edilizia universitaria, sono la testimonianza più che tangibile di un rinnovato
impegno di natura finanziaria”. Interventi mirati, chiaramente riconoscibili ed efficaci: questa è la strada giusta secondo Modica che ha ribadito “ora pensiamo al futuro: si tratta di
mettere in atto azioni ben note che dovevano essere perseguite meglio nell’ultimo anno come affidare seppure tardivamente al CIVR la seconda edizione della valutazione nazionale della ricerca
per il triennio 2004-2006, ringiovanire il corpo docente e rendere l’università italiana attrattiva per i migliori talenti italiani e stranieri, sia reclutando nuovi ricercatori e
riaprendo le assunzioni e le promozioni a professore associato e ordinario sulla base di sistemi concorsuali trasparenti e allineati agli standard internazionali, sia privilegiando nettamente
il merito personale sul fronte delle retribuzioni e delle carriere, sostegno finanziario non statale alle università”. L’ultima battuta è tesa a sottolineare l’importanza del
prossimo Dpef “occasione giusta per confermare la rotta e cercare di fare ancora di più. Nel quadro di un nuovo patto tra università e società che veda profonde riforme e
parallelamente investimenti significativi in quanto “le università, trovandosi al crocevia tra la ricerca, l’istruzione e l’innovazione, hanno in mano la chiave dell’economia e della
società della conoscenza”. Così scriveva la Commissione Europea nel 2003. E’ una sfida ancora valida, che l’Italia deve vincere al più presto.”