Gli umani sono degli esseri superiori perchè hanno l’intelletto, possono ragionare, evolversi e camminare verso un mondo più civile rispetto agli animali -esseri inferiori che si fanno condizionare dall’istinto-.

Mi sorge un dubbio, l’uomo è più intelligente ma forse ha preso una direzione sbagliata. Si parla tanto di amore ma in realtà sono la l’ingordigia e la sopraffazione che governano la società in cui viviamo. Invece di costruire un mondo migliore corriamo dietro al Dio Denaro, per ammucchiarne sempre più o per rovinarci, perdendo anche quello che non abbiamo. Non bastano le guerre, le malattie, i patimenti … siamo così intelligenti che ci roviniamo al gioco.

Gli animali, che non ragionano, che sono “stupidi” non hanno altri pensieri che mangiare e non essere mangiati. Sono così stupidi che non fanno guerre, non fumano, non si drogano, non hanno politicanti, non hanno una macchina dello Stato e nemmeno la miriade di valvassori e valvassini, da mantenere. E la ferocia criminale che scaturisce in certi efferati crimini, non la si trova in Natura tra gli animali, è propria dell’uomo, dell’essere superiore che dopo aver compiuto un delitto va a lavarsi la coscienza, chiedendo il perdono.

Ma cosa c’entra tutto questo con la denuncia dello Stato per induzione al guoco d’azzardo. C’entra eccome perchè da una parte lo Stato vieta il gioco d’azzardo e dall’altra spinge a giocare per poi “aiutare” le povere vittime con le cure contro la ludopatia. In tutte le fasi c’è chi lucra abbondantemente sulle disgrazie delle povere vittime umane.

Bene quindi l’azione di ADOC: tra vent’anni lo Stato potrebbe essere condannato a risarcire …chi? e pagherà con quali soldi? …con altre tasse, ovviamente!
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore Newsfood.com

Ecco cosa dice ADOC:

Roma – “Abbiamo citato in giudizio, tramite la sede umbra dell’Adoc, i Monopoli di Stato per induzione al gioco d’azzardo, chiedendo il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali patiti dal nostro assistito. È la prima causa del genere in Italia, ed è solo l’inizio” afferma Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc. La denuncia è stata presentata al tribunale di Roma da Angelo Garofalo, Presidente di Adoc Umbria.

“La nostra denuncia – dichiara Garogalo – fa riferimento alla vicenda di un giocatore umbro, che ha iniziato a giocare alla fine degli anni ’90. La sua sfortuna è stata vincere 100mila lire: da lì non ha più smesso, e dal gratta e vinci è passato alle slot, arrivando ad accumulare debiti per 200mila euro. La sua storia è solo un esempio del falso messaggio contenuto nelle pubblicità sul gioco: ‘miliardario subito’, ‘gratta e vinci’, ‘turista per sempre’, sono tutti slogan che prospettano – illusoriamente – vincite facili, mentre le percentuali di vincita in realtà sono prossime allo zero. Meglio sarebbe se scrivessero ‘gratta e forse vinci'”.

Al centro delle contestazioni dell’Adoc c’è poi la dicitura ‘il gioco può creare dipendenza’, inserita in tutte le pubblicità solo nel settembre 2012, con il decreto Balduzzi. “Una frase inutile, scritta in piccolo e nel retro dei tagliandi”, contesta Garofalo. “Prima non c’era; poi, evidentemente, si sono accorti del pericolo, e hanno pensato di mettersi al sicuro da qualsiasi causa introducendo questo cavillo, che non copre la ‘posizione’ di quanti hanno giocato prima del settembre 2012”.

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Redazione Newsfood.com