La Commissione europea ha dato il via libera definitivo all’importazione nell’Ue e alla trasformazione in alimenti per animali di tre varietà di colza sui cui il Consiglio dei ministri
dell’agricoltura dell’Ue non era riuscito a trovare una accordo. L’Italia si era dichiarata contraria. Si tratta delle varietà di colza Ms8, Rf3 e Ms8xRf3 geneticamente modificate per
conferire loro una tolleranza all’erbicida glufosinate ammonium.

In mancanza di una decisione del Consiglio Ue, la Commissione europea può varare il proprio provvedimento che sarà valido per un periodo di 10 anni e si applicherà alle
importazioni delle tre varietà di colza, alla loro trasformazione in mangimi e al loro utilizzo a fini industriali. L’autorizzazione prevede anche «delle misure che dovranno essere
applicate dalla società che ha messo a punto i semi di colza biotch allo scopo di evitare eventuali danni per la salute e l’ambiente in caso di disseminazione accidentale».

Gli oli derivati da queste varietà di colza transgeniche hanno già ottenuto il via libera dell’Ue per utilizzi alimentari nel 1999 e nel 2000. In materia di Ogm i partner europei
sono profondamente divisi con la conseguenza che è quasi sempre l’Esecutivo Ue a varare il provvedimento proposto.

«Il sistema autorizzativo degli Ogm ha perso ogni credibilità, permettendo l’approvazione di un prodotto altamente rischioso, nonostante l’evidenza dei possibili rischi – commenta
Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. «Ora bisogna ritirare immediatamente il MON863 dal mercato – continua – Il principio di precauzione deve avere la precedenza
sugli interessi di multinazionali come la Monsanto. I governi nazionali devono agire con urgenza per rivalutare gli altri Ogm attualmente autorizzati oltre a rivedere i metodi analitici
impiegati. Tutti gli Ogm attualmente autorizzati sono caratterizzati dalle stesse carenti valutazioni di rischio».