L’ultima cena: criminalità e cibo

L’ultima cena: criminalità e cibo

Da sempre, tra criminalità organizzata e cibo esiste una relazione duplice, fatta di tradizioni e rituali ma anche d’imprenditoria, sempre innovativa e con nessun scrupolo.

A tale strana relazione è dedicato “L’ultima cena. A tavola con i boss” libro di Peppe Ruggiero, di Edizioni Ambiente.

Come detto, le consuetudini a tavola dei capi. Provenzano amava la ricotta, Pietro Aglieri si dedicava alla pasta al forno, mentre Paolo di Lauro virava sulla “pezzogna”. Numerosi boss hanno un
rapporto forte, quasi indelebile con il cibo, che è allo stesso tempo segno di potere ma anche tallone di Achille.

Pietro Aglieri ad esempio. Il boss consumava una pasta al forno, cucinata da un maestro cuoco, seguendo una procedura particolare e non modificabile. Proprio tali regole hanno consentito agli
inquirenti di seguire il cuoco, rintracciando così il rifugio del latitante.

Ma il binomio alimentazione-criminalità organizzata ha una faccia molto meno personale e molto più redditizia: il business del cibo.

A Napoli, spiega Ruggiero, almeno un terzo dei frutti di mare presenti sul mercato è di provenienza illegale. Inoltre, la camorra estende il proprio dominio anche su altri settori, dal
pesce alla mozzarella, fino alla taniche di acqua di mare.
E, specifica l’autore “Guai non pagare e a non accettare quelle taniche. E che importa se la provenienza è oscura, se è prelevata in acque dove è vietata la balneazione”.

Nel migliore dei casi, arriva il pizzo: un determinato marchio imposto, una percentuale forzata su un determinato prodotto. Tra denuncia ed ironia, il testo propone il “menù della
camorra”: dall’antipasto al dessert, gentilmente offerto dai boss di casa nostra.

Infine, una possibile via d’uscita. “L’ultima cena” presenta infatti progetti alternativi, come quello di Libera Terra, cooperative sociali che producono cibo genuino sulle terre confiscate
alle mafie.

Peppe Ruggiero, “L’ultima cena. A tavola con i boss”, Edizioni Ambiente 2010, 180 pp.,

Matteo Clerici

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