Il nome del progetto è chiaro “L’Europa firma i prodotti dei suoi territori”. Il suo scopo anche: favorire il consumo di frutta e verdura DOP ed IGP. E, così facendo, dando la giusta importanza ai marchi italiani (ed europei) garanzia di origine, tracciabilità ed eccellenza dei prodotti.

Allora, il prossimo 4 ottobre, la campagna farà conoscere al grande pubblico l’insalata di Luisa IGP.

Nata nelle campagne venete, dove viene coltivata da sempre, l’insalata di Luisa è l’unica varietà di lattuga in Europa con il marchio di Indicazione Geografica Tipica. Presente in due varietà Cappuccia o Crispa, si presenta come un foglia compatta ed ondulata: la Cappuccia ha foglia ondulata e dal verde medio brillante e la Gentile, con una foglia dal colore verde chiaro brillante e dal contorno frastagliato.

L’insalata vanta un gusto fresco e croccante, perfetto per accompagnarsi sia con secondi di carne che con piatti di pesce. Ottima se consumata cruda o condita, mantiene così le sue proprietà nutrizionali, sopratutto il carico di sali minerali, potassio e calcio. L’Europa ha riconosciuto il valore dell’Insalata di Luisia nel 2009, con il marchio di qualità IGP che garantisce l’origine, l’unicità e l’alta qualità di questa varietà di lattuga, unica in Europa ad essere contraddistinta dal marchio.

Per sensibilizzare i consumatori, il progetto prevede una serie di operazioni, in sequenza. Dal 4 al 13 ottobre, l’insalata di Lusia sarà ospite d’onore della catena Eataly: otto punti vendita, sull’intero territorio nazionale. Dal 21 ottobre al 3 novembre, arriverà nei punti vendita Super Elite, nella zona di Roma. Infine, dal 5 al 24 novembre, l’insalata di Lusia farà tappa all’interno dei punti vendita della Cooperativa Castellana a Castelfranco Veneto e Montebelluna.

E l’insalata veneta non è sola. La campagna di sponsorizzazione darà infatti spazio all’asparago Verde d’Altedo IGP, la ciliegia di Vignola IGP, Pesca e la Nettarina di Romagna, la Pera dell’Emilia Romagna IGP, il Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco IGP e il Radicchio di Chioggia IGP.

Matteo Clerici