Fra escursioni, grande cucina e grandi vini, dalla Taverna Gallo Cedrone alle vette delle Dolomiti patrimonio Unesco.

 

Nell’estate 2009 è avvenuta la proclamazione di patrimonio naturale dell’umanità e reale delle Dolomiti del Brenta. Madonna di Campiglio e la val Rendena sono al centro con ad ovest il massiccio dell’Adamello e a est proprio le Dolomiti del Brenta. Proclamazione avvenuta con giudizio unanime di 21 membri del consiglio mondiale a testimonianza dell’importanza, della fiducia e dell’impegno di realizzare una salvaguardia naturale di un parco ambientale diffuso attraverso una fruizione attenta, controllata, a misura d’uomo.

Questo d’estate è visibile negli oltre 142 mila ettari che compongono il patrimonio da difendere e da tutelare attraverso diverse attività e iniziative che legano il turista-visitatore con il territorio dei 9 gruppi dolomitici coinvolti nelle diverse province. Madonna di Campiglio e la val Rendena, una conca aperta a 1550 metri di altitudine, riconosciuta per la straordinaria bellezza paesaggistica e per la specificità geologica che nell’arco delle giornate estive si colorano di toni rosa, verdi, azzurri diversi modificando anche lo stesso palcoscenico, offre diverse passeggiate e le escursioni in alta quota, i tracciati per la mountain bike oltre alla arrampicata , alle vie ferrate, dal golf al parapendio, dalla pesca al dog trekking.
In questo contesto la cucina e la enogastronomia campigliese sono molto variegate, tipiche e internazionali, grazie ai ristoratori-cuochi prestigiosi e pluripremiati che gestiscono i diversi ristoranti, locande e osterie del territorio.

Fra questi, per dinamicità e per varietà di menu, per accoglienza, per correttezza di ospitalità, uno straordinario rapporto qualità- prezzo a tutto vantaggio del turista, c’è l’Hotel Bertelli e la sua taverna de il Gallo Cedrone dove spesso si svolgono serate a tema, degustazioni straordinarie come le verticali di Giulio Ferrari brut della Casa Lunelli di Trento, le miglior bollicine italiane da sempre, oggi un simbolo nel mondo dell’arte ultrasecolare della spumantistica metodo tradizionale italiana.

La magnifica posizione dell’hotel Bertelli permette agli ospiti relax con tutte le comodità. Ottime e ampie stanze, confort e servizi all’altezza già di un 5 stelle. A due passi dal centro e ai piedi della Pradalago.

Il recente incontro con Marco Masè, patron del Bertelli e maestro dell’accoglienza, garanzia perfetta per ospiti esigenti, è avvenuto davanti a un calice di Giulio Ferrari, vendemmia 2001, 16 anni di affinamento, sboccatura di 11 mesi, presente anche Marcello Lunelli, uno dei giovani patron della Casata Lunelli, colui che dirige tutta la produzione aziendale e che ricordava, con piacere, quel millesimo storico, mondiale, imprescindibile che mi vedeva all’epoca direttore generale strategico del gruppo Ferrari-Lunelli guidato ancora dalla vecchia generazione con Franco, Giorgio, Gino, Carla e Mauro . Il GF2001 Riserva del Fondatore presenta una  effervescenza misurata e continua con la creazione di una sottile corona laterale alimentata da due catenelle ascendenti, continue, lente sinuose, segno di densità e  compattezza, su un abito sfavillante giallo oro, con qualche lampo smeraldino. Ventaglio aromatico ampio e strabiliante dal vinoso dell’uva di Chardonnay in purezza al pane arrosto, tono di the e pomodoro secco. Il gusto è preciso, diretto, saliente, quasi disegnato a mano, con note speziate e cenerine, con trame di carburo elegante in un vasto assaggio fresco e persistente, giovane e un finale cremoso, burroso balsamico e nuovamente raffinato fresco. 

 

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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