Mais OGM, l’EFSA boccia la ricerca francese

Mais OGM, l’EFSA boccia la ricerca francese

Il mais OGM al centro delle polemiche. Di recente, una ricerca francese ha preso in
esame tale prodotto, concludendo come il consumo sia portatore di tumori.

Ora, tale indagine transalpina è stata esaminata da una squadra EFSA, l’ente UE per la sicurezza alimentare, diretta dal dottor Per Berman

In base al comunicato ufficiale, la conclusione EFSA è chiara: la ricerca francese “Non ha una qualità
scientifica tale da essere considerata valida ai fini di una valutazione del rischio”. Secondo gli scienziati di Bruxelles, lo studio in questione presenta diverse mancanza e punti criticabili.

Al primo posto, carenze metodologiche, particolarmente evidenti nel disegno dello studio, analisi e descrizione dei risultati. Tra tutti, spiccano due problemi: la natura delle cavie e le
modalità di sperimentazione. Secondo i ricercatori dell’Unione, i ratti impiegati dai Seralin sono particolarmente inclini allo sviluppo di neoplasie: perciò, “La frequenza di
tumori osservata è alterata dalla naturale incidenza di tumori tipici in questo ceppo, indipendentemente da ogni trattamento”.

Inoltre, la ricerca francese non descrive chiaramente le modalità di esposizione dei ratti all’erbicida, rendendo impossibile una valutazione chiara.

Di conseguenza, l’EFSA “Non è è in grado di ritenere le conclusioni degli autori scientificamente fondate”, poiché “I I numerosi problemi riscontrati nella progettazione e
nella metodologia dello studio, così come descritti nell’articolo, implicano l’impossibilità di trarre conclusioni”.

A ribadire il concetto il dottor Bergman. Per Bergman, aldilà della sostanza, lo studio francese è da bocciare poiché viola le indispensabili regole di forma. Infatti,
“Quando si esegue uno studio è fondamentale garantire l’esistenza di un contesto adeguato. Obiettivi chiari e una corretta progettazione e metodologia dello studio creano una base solida
da cui poter trarre dati precisi e conclusioni valide. Senza tali elementi è improbabile che uno studio sia attendibile e scientificamente valido”.

Tuttavia, le conclusioni del comunicato sono sola la prima parte di un’indagine a due stadi. La seconda analisi, con scadenza fine ottobre 2012, prenderà in considerazione eventuali
informazione supplementare dagli autori della ricerca francese che potranno far pervenire “La documentazione e le procedure dello studio, onde assicurare la più ampia comprensione
possibile del loro lavoro”.

Infine, la seconda parte del lavoro EFSA “Comprenderà anche un resoconto delle valutazioni dell’articolo effettuate dagli Stati membri e un’analisi condotta dalle autorità
tedesche responsabili della valutazione del glifosato”.

Matteo Clerici

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