La nuova ondata di maltempo che in queste ore colpisce l’Italia sta avendo ulteriori pesanti conseguenze anche per l’agricoltura. Le copiose piogge delle settimane scorse
hanno devastato le campagne, con agrumeti, ma anche altri alberi da frutta, che non ci sono più, perchè spazzati via da frane e smottamenti e dalla furia della pioggia,
con campi di cereali, appena seminati, devastati dalle acque, il che significa un calo del 20 per cento dei terreni coltivati e in alcuni casi, addirittura, niente produzione per
quest’anno; serre e strutture aziendali fortemente danneggiate; coltivazioni orticole, sia in campo aperto che protette, completamente distrutte; terreni agricoli, da giorni
sott’acqua, che vanno ripristinati per poter essere nuovamente coltivati, con spese non certo indifferenti. Ora a preoccupare sono soprattutto le basse temperature, con gelate e
grandinate. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italiana agricoltori che è allarmata dai possibili rincari, totalmente ingiusticati, che si potrebbero registrare al
consumo anche per produzioni ortofrutticole già raccolte.

Il gelo, tuttavia, ha colpito -segnala la Cia- alberi da frutta (mandorli, albicocchi, susini, ciliegi) che in alcune zone hanno cominciato a mettere i primissimi fiori. Alcune di
queste colture, purtroppo, rischiano di andare perdute. Stesso discorso per gli ortaggi. Nei campi a cielo aperto le temperature rigide hanno messo a dura prova diverse coltivazioni. Al
momento si registrano danni soprattutto per alcuni tipi di insalate, per i broccoli, per i carciofi. Conseguenze si sono avute anche per la floricoltura.

L’ondata di freddo -evidenzia ancora la Cia- ha fatto lievitare anche i consumi di gasolio agricolo soprattutto per il riscaldamento delle serre e questo ha aumento i già
alti costi di produzione che sono costretti a sopportare gli agricoltori.

Le copiose nevicate, inoltre, hanno praticamente reso inaccessibili le strade che conducono alle imprese agricole. Così -afferma la Cia- sono in pericolo gli approvvigionamenti
per il bestiame, mentre si registrano difficoltà nel trasporto del latte. Una situazione che, se il maltempo imperverserà ancora nei prossimi giorni, può divenire
realmente preoccupante.

Su tutto ciò aleggia, però, il rischio che gli agricoltori non possano essere risarciti per la mancanza -avverte la Cia- di finanziamenti per il Fondo di
solidarietà nazionale per le calamità maturali.

Per quanto concerne i prezzi, la Cia sottolinea che, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, non si segnalano alla produzione alcun tipo di rialzo e, quindi, anche al dettaglio
non dovrebbero aversi aumenti. Usiamo il condizionale perché troppe volte in passato ci sono stati rincari alimentati da pure spinte speculative.